Passa ai contenuti principali

Il razzismo fascista, Trieste il 18 settembre 1938, una preziosa testimonianza storica

 
Claudio Venza, ricollegandosi all'intervento di Camerini, che apre il libro il razzismo fascista, Trieste il 18 settembre 1938 edizione Storia Kappa VU in collaborazione con i cittadini liberi ed eguali di Trieste, dicembre 2014 , evidenzia che il volume raccoglie i testi presentati al convegno del 19 settembre 2013, presso il circolo della Stampa di Trieste ed ha un chiaro scopo divulgativo per contrastare "l'identificazione acritica delle masse", per "costituire un sincero contributo a tale battaglia di coscienza morale ancor più che storica e politica" . Vari sono gli interventi, come varie sono le riflessioni che potranno emergere pur seguendo un solo filo conduttore, quello che ha portato al 18 settembre del '38 ed ai suoi perché.
Cossu ricorderà che coloro che si resero artefici del manifesto sulla razza, tra paradossi, vizi di forma e volontà innocentiste del sistema, non vennero sostanzialmente puniti. E nel paradosso della reazione ecco che in Italia ci sono “24 strade e piazze dedicate ad Almirante, redattore della difesa della Razza”, ad esempio e non solo, ovviamente. D'altronde non casualmente colui che svolse l'incarico di presidente nel Tribunale della Razza venne nominato come giudice nella prima Corte Costituzionale che si formò in Italia nel 1955
Silvia Bon si soffermerà sulla persecuzione anti-ebraica a Trieste sottolineando che prima della promulgazione delle leggi razziali venne realizzato uno specifico censimento, quello dell'agosto del 1938. Lo scopo del censimento era di quantificare gli ebrei a Trieste ed i numeri emersi ruotavano intorno alla considerevole cifra di 8 mila persone. 
Anna Maria Vinci evidenzierà come le persecuzioni a Trieste ed in regione fossero già iniziate ben prima, contro gli sloveni e non a caso l'infamia delle leggi razziali accadde proprio a Trieste, perché città che aveva iniziato a conoscere cosa significasse italianizzazione sulla pelle di comunità da sempre parte integrante di questo territorio.  Non a caso e de facto le leggi razziali vennero anticipate proprio nella Venezia Giulia, contro sloveni, croati, contro minoranze reputate barbare ed inferiori, prima di trovare la loro massima elevazione di bestialità con l'annuncio in quella piazza dell'unità di Trieste radiante, in quel cupo momento, razzismo e ferocia . 
Simone Roato ricorderà l'importanza della vicenda del processo Eichmann determinante per la frantumazione del muro del silenzio sulla persecuzione razziale accaduta, Gaetano Dato incentrerà la sua riflessione sulla Risiera di Trieste. Emergerà l'importantissimo ruolo svolto dalle donne antifasciste italo-slave dell'UDAIS, saranno le donne a battersi per non far cadere nell'oblio la Risiera, che per ragioni variegate, siano essere strategiche, che di becero opportunismo politico, in sostanza sino alla permanenza delle truppe alleate rimase una questione conosciuta da pochi. Così come è conosciuto da pochi che i primi ad entrare in Risiera furono i partigiani jugoslavi e che buona parte del materiale raccolto è conservato a Lubiana.
Stanka Hrovatin ricorderà che “non fu nel 1938 che lo Stato italiano-allora fascista- iniziò a perseguitare i cittadini ideologici, almeno all'inizio, ma per motivi etnici e ciò ben prima dell'avvento del fascismo. Basti pensare che nel 1866, con l'annessione del Veneto e del Friuli occidentale, lo Stato italiano soppresse l'autonomia amministrativa, culturale, linguistica, cui, nel periodo veneziano, godevano gli sloveni delle valli del Natisone”. Vi saranno anche diverse testimonianze oltre a quella della Presidente dell'Anpi di Trieste. Crevatin, che si trovava a meno di venti passi dal dittatore, quel maledetto giorno, perché rappresentante dei marinaretti. “Ricordo l'emozione che provai nel salire la scalinata della tribuna sulla quale i moschettieri del duce prestavano il servizio d'onore(...) ma in seguito vedendo le smorfie e i gesti che faceva per accentuare il suo discorso divenni sempre più critico nei suoi confronti” sino al crollo di quell'immagine epica e mitica di Mussolini che era stata costruita dal regime. Bertocchi ricorda la piazza impazzita, di quel 18 settembre, “ che mi faceva ribrezzo e mi causava voltastomaco” Seguiranno poi alcune illustrazioni ed atti documentali di importante memoria storica. Insomma cento pagine di preziosa riflessione storica che devono aiutare a mantenere ferma nel tempo l'avversione verso ogni fascismo. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Minoranza linguistica slovena, in Italia si guarda al modello danese?

Se c'è una cosa che andrà ricordata quasi come si ricordava l'Ave Maria è che se il FVG può vantare la sua specialità, il suo essere Regione a Statuto speciale è prevalentemente se non esclusivamente per il suo plurilinguismo. Oramai, è ahimè una constatazione di fatto, la lingua tedesca è parlata in pochissimi casi e realtà, si è fatto poco o nulla per difenderla ed incentivarla, resistono invece lo sloveno ed il friulano, nonostante siano tante le mancanze a partire dal bilinguismo visivo soprattutto violato nei confronti degli sloveni. Su 216 Comuni  in FVG la minoranza linguistica friulana è presente in 175 comuni, quella slovena in 32 e quella germanica in 5, cioè la quasi totalità dei Comuni ha una "minoranza linguistica". E visto che la minoranza germanica è a rischio di estinzione, l'attenzione deve essere alta.

E' un dato di fatto che in Italia vi è un deficit di democrazia importante, basta guardare le elezioni di marzo 2018, pochi mesi di campagna…

Altro che la storiella degli "immigrati"che portano via il lavoro, chiude Eaton a Monfalcone

L'Isontino e la Bisiacaria sono un territorio politicamente debole, economicamente depresso. Vi è un tasso di disoccupazione impressionante, il numero di chi non cerca più lavoro è in costante crescita rispetto ad una popolazione che continua a diminuire. Perdere un posto di lavoro nell'Isontino è un gran guaio, perderne un centinaio, ancora, è un disastro sociale enorme, immane, perchè il lavoro qui non c'è, nonostante qualcuno racconti storielle diverse e presenti tanti segni più che in Italia ed in FVG non rappresentano la realtà delle cose. La realtà ci dice che il lavoro è una emergenza e che quando un territorio è politicamente inconsistente i grandi colossi avranno autostrade spianate per procedere con le delocalizzazioni e chiusure dei propri siti. Si legge che Eaton avrebbe complessivamente nel mondo un fatturato, nel 2013, di ben 22 miliardi di dollari, e sul loro sito evidenziano che è stata nominata come una delle aziende più etiche del mondo dalla rivistaE…

Clara Petacci è stata violentata ?

Chi è Clara Petacci? Chi sono i Partigiani? Domande legittime, anzi doverose perchè le nuove generazioni non conoscono la storia, e quando leggi che per molti studenti tedeschi Hitler altro non era che un democratico, allora comprendi che quando si parla di tematiche calde e delicate che hanno segnato la storia del secolo scorso, non si deve mai dare nulla per scontato. Nella serata del 6 luglio 2012 Rai tre,conosciuto come canale di sinistra, oggi io direi sinistra sinistrata, ha trasmesso un programma storico interessante che riguardava la Marcia su Roma, la morte ed i misteri di Mussolini. Il programma era la Grande Storia. Ha voluto conferire una diversa visione della verità storica ufficiale conferendo grande credito a teorie sostenute specialmente dai nostalgici del fascismo. Certo la storia o meglio la verità storica per essere tale non dovrebbe essere politicizzata, ma ciò è a dir poco impossibile visto il funzionamento della società. Ieri sera mi son voluto mettere nei panni di un …