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Per l'Isontino servono misure straordinarie come quelle del decreto per il Mezzogiorno, da ZES a migranti


Il decreto per il Mezzogiorno approvato da poche settimane prevede misure straordinarie importanti per il Sud Italia. Si tratta dell'ennesimo strumento normativo pensato per il Sud, afflitto da una sistemica e perdurante questione meridionale che comporterà importanti concentrazioni di risorse pubbliche. Ma non è più nel solo sud che esiste una questione di crisi economica, di disagio sociale, di povertà od un problema con le mafie. Anche nell'estremo nord est si registrano casi di difficoltà importanti, che le statistiche possono anche nascondere, ma la realtà va ben oltre i numeri. L'area dell'Isontino è tra quelle più in difficoltà nel FVG. 
Proporre uno strumento come ZES, zona economica speciale, significa riconoscere lo stato di zona poco sviluppata ed in transizione economica. Sicuramente l'Isontino non è una zona sottosviluppata o poco sviluppata come alcune zone del sud, certamente è in grave difficoltà economica e la ripresa non si intravede. Come è previsto dalla normativa le proposte di istituzione di una ZES possono essere presentate dalle regioni meno sviluppate e in transizione, così come individuate dalla normativa europea, ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. E vi saranno una serie di agevolazioni. Prima di tutto occorre però maturare uno stato di consapevolezza, avere la ZES, prevista per il Sud Italia, significa riconoscere il proprio stato di difficoltà e "povertà". Ci sarà questa prova di umiltà?
Altre misure straordinarie sono previste per la questione dei migranti, prevalentemente per alcuni Comuni, sempre del Sud  caratterizzati da una massiva concentrazione di cittadini stranieri. Lì potranno essere istituiti uno o più commissari straordinari del Governo, nominati tra i prefetti, anche in quiescenza, per lo svolgimento dei compiti specifici. Lo Stato stanzierà 150 milioni di euro per l’anno 2018 nel limite massimo di 700 euro per ogni richiedente protezione accolto nei centri del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) e di 500 euro per ognuno di quelli ospitati nelle altre strutture e comunque nei limiti della disponibilità del fondo. Negli anni 2018 e 2019, ai comuni interessati viene riconosciuto l'elevamento del limite assunzionale ma esclusivamente per i rapporti di lavoro flessibile finalizzati a garantire i servizi e le attività strettamente funzionali all'accoglienza e all'integrazione dei migranti. 
Il sistema pubblico di accoglienza è in estrema difficoltà, si crea una sinergia con il privato, i soldi investiti e spesi sono tanti ed in questo Paese più che lo spirito di umanità sarà quello economico a smuovere le cose e zittire ogni forma di dissenso. I soldi servono anche a questo.Così come all'Isontino serve un decreto speciale simile a quello adottato per il Sud Italia.
Marco Barone 

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