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FVG: aumentano studenti stranieri primo ciclo di scuola, peggiora il tasso di scolarità e calano le iscrizioni all'Università


Il Rapporto statistico 2017 del Friuli Venezia Giulia è una fotografia importante della situazione in essere nella nostra regione, contiene varie voci, vari indicatori, se complessivamente diverse sono quelle positive rispetto al più disastrato quadro nazionale, voglio soffermarmi su quelle negative  o più problematiche affinchè si possa intervenire radicalmente per invertire seriamente rotta.
Ad esempio diverse sono le problematicità che emergono nel settore scolastico.  

Sicuramente per alcuni aspetti il quadro è migliore rispetto alla media nazionale, ad esempio nel 2016 in FVG l’8% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età e in possesso di licenza media ha abbandonato qualsiasi percorso scolastico e formativo. Il dato nazionale (13,8%) è superiore alla media UE (10,7%).  Numeri comunque importanti e significativi. 
D'altronde è noto che l'Italia è un Paese che a livello d'istruzione si è fermato alla terza media.  

Presenza scuole:
Nel corso dell’a. s. 2016/17 erano presenti in regione 180 istituti scolastici statali, suddivisi tra istituti comprensivi, scuole secondarie di primo e di secondo grado, centri per l’istruzione degli adulti (CIPA) e convitti. Tale presenza, che include anche le scuole paritarie, si articola sul territorio in 481 sedi di scuole per l’infanzia, 392 primarie, 189 secondarie di primo grado e 171 di secondo grado. Le 6.942 classi hanno accolto 160 mila studenti di cui 3.380 con disabilità.
43% di iscritti a scuola dell'infanzia paritaria: 
La scuola dell’infanzia (o scuola materna) è il percorso pre-scolastico a carattere non obbligatorio che si rivolge ai bambini tra i 3 e i 5 anni. Secondo i primi dati provvisori di fonte ministeriale durante l’anno scolastico 2016/17 in FVG gli iscritti erano 29 mila, il 43% dei quali ha frequentato scuole paritarie. Il numero di studenti stranieri (4.236) è sceso in un anno di 120 unità e rappresenta il 14,7% del totale; più di 2 studenti non italiani su 3 era iscritto a scuole pubbliche.
Diminuiscono iscrizioni alla scuola primaria:
Il primo ciclo dell’ordinamento scolastico si articola in due percorsi successivi e obbligatori: la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. Gli iscritti alle scuole primarie erano 51.490, 100 in meno rispetto all’anno precedente; di questi quasi il 40% erano iscritti a programmi a tempo pieno. Le secondarie di primo grado contavano invece 31.600 iscritti (di cui un migliaio all’indirizzo musicale) mentre quelle di secondo grado 48.000 alunni. Le scuole non statali paritarie ospitavano nel loro complesso il 2,7% degli studenti regionali e il loro peso era massimo (4,2%) nelle primarie.
Aumentano studenti stranieri: 
La componente straniera nelle scuole della regione  constava di poco più di 19 mila unità (il 12% del  totale, contro il 9,2% a livello nazionale), dato  marginalmente in crescita rispetto al 2015/16.  Il 37% degli alunni non italiani si concentra, con quasi 7.200 iscritti, nelle scuole primarie. Con il progredire del livello scolastico l’incidenza della presenza straniera diminuisce dal 14,7% delle scuole dell’infanzia fino al 8,5% di quelle secondarie di secondo grado. 
Dunque ciò conferma che è necessario attrezzarsi diversamente in materia, a partire dalla riduzione del rapporto tra studenti e docenti nella scuola primaria, senza sostenere e creare classi ghetto ma rispettando dei tetti minimi, così come è necessario capire perchè emerge una vera e propria emorragia una volta che si è concluso il primo ciclo di studi.
Peggiora il tasso di scolarità:
Il tasso di scolarità, indicatore che misura la partecipazione della popolazione di una determinata fascia di età ai corsi di studio corrispondenti a tale età, segna un lieve peggioramento rispetto all’anno scolastico 2015/2016; per la fascia di età 6-18 il tasso è pari a 93,1% (-0,2%) mentre per la fascia 14-18 il valore è di 96,5% (-0,1%).
Diminuiscono iscrizioni all'Università:
Il numero di iscritti totali è stato pari a 29 mila unità, suddivise equamente tra l’ateneo di Trieste e quello di Udine e, anche qui, con una prevalenza di studenti femmine (53,1%). Rispetto all’anno precedente si evidenzia un calo del 2,5% a livello regionale e del 3,8% all’università di Trieste. Durante l’anno solare 2015 5.896 studenti hanno conseguito un titolo universitario presso uno dei 2 atenei regionali, il 4,8% in meno rispetto al 2014 e di questi 200 sono di nazionalità straniera. Il 58% dei neolaureati è costituito da femmine. 
Soffermarsi solamente sul segno più, che in diverse situazioni emerge, e non guardare il resto, che non è un resto da poco conto, significa essere a dir poco miopi.
Marco Barone 

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