Passa ai contenuti principali

Dal Carso isontino a Trieste dove ancora è visibile più di un maledetto fascio

Se la Spagna ha praticamente rimosso tutti i simboli visibili del franchismo, come è noto lo stesso non può dirsi dell'Italia, che a partire dalla sua Capitale, Roma, ancora sono visibili diversi fasci ed a quanto pare forse anche tutelati dal punto di vista "artistico/storico" come se un fascio possa essere un bene artistico/storico da tutelare. D'altronde più di qualcuno ha evidenziato che nell'architettura fascista ma anche nel simbolo del fascismo vi è parte dell'identità italiana. Eppure basterebbe poco per fare piazza pulita di tutto ciò, se esiste tale norma, abrogarla, e rimuovere almeno tutti gli ultimi fasci rimasti in Italia. Perchè questa non è memoria storica, ma una porcata simbolica e storica da cancellare. Alcuni sono visibili anche in modo a dir poco invadente tra il Carso isontino e Trieste.  Come il cippo fascista dedicato a Corridoni, un mostro che violenta il bellissimo Carso, ma è a Trieste, anche nei luoghi meno visibili che se ne possono notare diversi, da quelli più noti in Piazza dell'Unità d'Italia, lì ove ogni tanto sventola un grande tricolore oltre che alla bandiera di Trieste, alla strada Costiera ad altri luoghi della città. Seguono alcune foto di alcuni fasci, simbolo della dittatura criminale fascista che ha devastato l'Italia, visibili a Trieste oltre al noto cippo fascista sul Carso isontino.
Marco Barone







Commenti

  1. « È un'infame invenzione di Mussolini, Corridoni non sarebbe mai stato fascista. Era troppo onesto, coraggioso, leale, per mettersi al servizio degli agrari! »
    (Giuseppe Di Vittorio La mia vita con Di Vittorio, 1965)


    « Il capolavoro mussoliniano in questa materia è stato però l'usurpazione dei cadaveri e la profanazione dei sepolcri. Non c'è chi possa dimenticare lo sfruttamento macabro di Corridoni, consumato dal fascismo »
    (Alceste De Ambris)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Regionali FVG 2018 se a qualcuno interessano i programmi...

Si voterà in prossimità del ponte, una grande pensata che altro non farà che favorire già quello che si sa che sarà, una partecipazione al voto calante,e chiunque vincerà non vincerà tanto per il suo programma elettorale innovativo o superlativo, profondo o leggero o geniale che questo sia. I programmi oramai trovano il tempo che trovano ci puoi mettere di tutto e di più. Da chi parlerà di TAV a chi parlerà di tutela dell'identità friulana o slovena a chi di zone agevolate interesserà poco alla maggior parte dei cittadini. Perchè ragioneranno sulla base di quello che hanno vissuto, un vissuto che è fatto di esperienze, di questioni concrete. E soprattutto di un rigurgito chiaro e netto nei confronti di un certo modo di fare e concepire la politica ed il bene comune sempre più degradato e sacrificato all'altare dell'austerità e della globalizzazione selvaggia che ha favorito il ritorno di nazionalismi anacronistici e ucciso identità e specificità che meritavano tutela. Ogn…

L'Italia e l'alleanza con gli USA, una scelta di campo?

Così Gentiloni sulla questione Siria: voglio solo dire, in conclusione, che l'Italia non è un Paese neutrale, non è un Paese che sceglie di volta in volta, di fronte a questa o a quella crisi, se schierarsi con l'Alleanza atlantica o schierarsi da un'altra parte. Noi siamo coerentemente, da più di sessant'anni, partner fondamentali dell'Alleanza atlantica e alleati degli Stati Uniti. Siamo alleati dell'America, voglio dire: non è un problema di rapporti con questo o quel presidente americano. Siamo stati alleati dell'America con Kennedy e con Nixon, con Clinton e con Reagan, con Bush e con Obama e lo abbiamo fatto perché - lo dico senza infingimenti - è una scelta di campo. È una scelta di campo. È una scelta di campo che deriva certamente dal fatto che l'America, insieme agli alleati, ci ha liberato dal nazifascismo e che certamente deriva dai nostri interessi di difesa e di sicurezza del Paese, ma non è solo questo. È una scelta di campo che deriva da…

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…