Passa ai contenuti principali

Al Comune di Ronchi mancano 14 dipendenti, su 87 lavoratori 62 sono femmine

Il Comune di Ronchi, ex provincia di Gorizia, un tempo Trieste, oggi UTI Carso Isonzo Adriatico, ha un buon bilancio, ma non può spendere più di tanto, i motivi sono ben noti, quel patto di stabilità che ha affossato buona parte dei Comuni italiani tanto che oggi molti interventi vengono effettuati in diverse realtà a titolo di volontariato, per esempio ricorrendo alla manovalanza dei richiedenti asilo, gratuita. Quella del lavoro è una piaga, anche in FVG, ed anche se alcuni rapporti statistici sembrano presentare questa regione come una sorta di isola felice, in realtà la situazione è non buona.
La dotazione organica del Comune di Ronchi prevede 101 posti, dei quali attualmente 87coperti ed uno in fase di copertura.  I dati evidenziano un leggero calo del personale dipendente.  L’attuale regime di contenimento delle assunzioni e delle spese per il personale comporta l’impossibilità di dare copertura all’intero organico.  Dalla lettura del documento unico di programmazione si evince che "osservando la componente femminile, questa risulta in maggioranza in tutte le categorie, compresa la Polizia Municipale.  Sono in totale 62 femmine e 25 maschi. Per quanto riguarda l’età media, emerge come più dell’80% dei dipendenti sia compreso tra 45 e 64 anni e come, per contro, solo lo 0,5% abbia un’età inferiore a 39 anni. Questo dato evidenzia gli effetti, da un lato, delle rigide disposizioni in materia pensionistica degli ultimi anni e, dall’altro, degli effetti dell’ormai pluriennale blocco del turn over che, unito alle limitazioni alla spesa del personale, non ha reso possibile il ricambio generazionale Il dato relativo al titolo di studio dei dipendenti comunali evidenzia come circa il 50% sia in possesso del diploma di scuola media superiore ed il 25% del diploma di laurea."
Quali gli interventi previsti? 
Tenuto conto del quadro normativo esistente, dei numerosi vincoli in materia e dei dati in possesso riguardo alle cessazioni, la politica delle assunzioni continuerà ad essere sarà finalizzata - all’assunzione dei vincitori delle selezioni già espletate; - alla copertura dei posti necessari a rispondere alle esigenze di personale ritenute prioritarie per garantire il livello dei servizi, confermando, di fatto, l’attuale organico; - alla possibile assunzione a tempo determinato di personale necessario a far fronte ad esigenze temporanee e/o eccezionali, compresa la sostituzione di dipendenti assenti. 
Da segnalare che nel DUP emerge quanto segue: " nell’ambito del piano del fabbisogno di personale 2018/2020, in continuità con il piano precedente, sussiste l’intenzione di prevedere la sostituzione del personale con profilo amministrativo, ricordando che negli ultimi anni si è assistito ad un sostanziale contenimento del personale in organico, passato dalle 96 unità al 31.12.2011 alle attuali 87 e che non risulta più opportuno un ulteriore contenimento, pena l’inefficienza dei servizi stessi."
 
Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Se toccare il seno della statua di Giulietta è di buon auspicio, perchè?

Città che vai, tradizione o superstizione che troverai. In pieno centro a Monaco vi è la statua di Giulietta, donata dalla città di Verona. Una foto con Giulietta è immancabile a Monaco così come toccare il suo seno destro è un gesto molto diffuso. Ed è stato toccato tante di quelle volte che  praticamente è stato consumato dalla "passione" dei passanti tanto che ha assunto una tonalità più chiara rispetto al resto della statua. Ma da dove nasce questa superstizione? Perchè toccare il seno destro di Giulietta sarebbe di buon auspicio? Ognuno avrà una sua risposta, e Giulietta non può fare altro che subire questo rito. Un rito che accomuna diverse città, perchè la statua di Giulietta la si può trovare in diverse località oltre ovviamente che a Verona. A Monaco ve ne sono due, una prima copia donata dalla Cassa di Risparmio di Verona nel 1974, si trova ai piedi della torre dell’antico municipio a Marienplatz. La seconda si trova nel parco di Shakespeare Platz. Monaco e Vero…

Il duello Piazza Duomo e Tito a Capodistria tanto tuonò che alla fine...

Forse si è trattato di un caso record. 48 ore, ora più ora in meno, è la vita che ha avuto la targa,  delle stesse dimensioni di quella Titov Trg, Piazza Tito, di Capodistria. Se ne è discusso molto nella cittadina slovena, non è stata digerita la provocazione o non provocazione del giorno, in cui è stata affissa, un giorno caro per la Jugoslavia,  il fatto che probabilmente non era neanche in bilingue, come Piazza Tito, e che è il primo passo, non ammesso e non affermabile, che porterà alla rimozione di Piazza Tito e delle altre intitolazioni politiche che ricordano la vecchia Jugoslavia comunista. Tanto tuonò che è stata rimossa e verrà ricollocata a breve, a quanto pare.  Una tempesta fugace che ha lasciato comunque un segno, quello di quel vuoto sotto Piazza Tito. Come è emerso su Radiocapodistria ,dove si è discusso in modo approfondito di questa vicenda,  nel seguito ed importante programma condotto da Stefano Lusa, alla fine pare che il tutto fosse solo un banale e semplice p…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …