Passa ai contenuti principali

Artisti di strada: giunge l'estate ed il Comune di Trieste inasprisce le misure;arriva la confisca



Con provvedimento del 12 maggio il Comune di Trieste "rilevato che l’attuale regolamento comunale che disciplina le arti ed i mestieri artistici di  strada prevede all'art. 7 una sanzione amministrativa da € 50 a € 300 per la violazione delle  disposizioni dello stesso;  dato atto che recentemente si è verificata una recrudescenza del fenomeno dell'attività  abusiva di esibizioni di artisti di strada che, in spregio a qualsivoglia regolamentazione di detta  attività, insistono ad esibirsi con attività rumorose, pregiudizievoli della tranquillità dei residenti e  della normale circolazione pedonale, ostruendo il libero accesso agli esercizi commerciali ed agli  immobili pubblici e privati;  rilevato altresì che tale fenomeno deve essere urgentemente contenuto in vista dell'avvio della stagione estiva che vede la città di Trieste meta di numerosi turisti attratti, in particolare, dalla possibilità di visitare i palazzi storici e le mostre culturali organizzate sul territorio comunale; ritenuto che, a tutela dei primari interessi pubblici sui quali si regge l’ordinata e civile convivenza, tali comportamenti abusivi alterano le condizioni di vivibilità e legalità civile, turbando il  libero utilizzo degli spazi pubblici e creando pregiudizio del decoro e della vivibilita' urbana con decorrenza immediata e fino al 30 settembre 2017, che in caso di esercizio abusivo del mestiere di artista di strada con l'utilizzo di strumenti o attrezzature rumorose, oltre all'applicazione della sanzione prevista dall'art. 7 del Regolamento che disciplina le arti ed i mestieri  artistici di strada nel territorio del Comune di Trieste, sia applicata la sanzione accessoria della confisca amministrativa ai sensi dell’articolo 20 della L. n° 689 del 24.11.1981 delle attrezzature o degli altri strumenti utilizzati per tale attività, previo sequestro cautelare ai sensi dell’articolo 13 della citata Legge al fine di evitare la reiterazione dell'attività vietata."
Insomma, un nuovo pezzo a sostegno del puzzle repressivo dell'ordine, del decoro e soprattutto dell'immagine della Trieste turistica...
 
Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

E' necessario il (prodotto) made in Friuli Venezia Giulia prima di essere annientati dalla "globalizzazione"

Il made in Italy è diventato uno slogan che non dice più niente. Diventato più funzionale a quella retorica che ha fatto il male dell'Italia che alla tutela dell'Italia. Dall'arte, alla cucina, dall'agricoltura, alla moda e si potrebbe continuare. Nell'Italia di oggi si rimpiange ciò che non è più italiano. Hanno distrutto le campagne, hanno distrutto le coltivazioni storiche, è stato mescolato tutto, per arrivare all'assurdità di cortocircuiti propri di una società totalmente sballata. La globalizzazione nell'economia ha comportato il saccheggio dell'Italia, l'appropriazione indebita di ciò che ha reso unico il nostro Paese nel mondo per perderci nella nullità dell'essere più niente e nessuno.

Siamo bravi a decantare od osannare bellezze e miti e leggende che attraversano la storia di ciò che è arrivato, nel bene o nel male a determinare l'Italia. Un Paese fittiziamente unito, che deve la sua vera forza ai regionalismi, localismi, che non so…

Dopo Macerata si continua a sparare. Guai a ridimensionare o normalizzare

Questa è una storia che non parte da lontano, per dovere di sintesi sarò breve e conciso. Da questa estate in Italia si è iniziato a scoprire il problema del fascismo. Fino a quel momento, soprattutto da chi oggi si professa dall'alto della suo essere grado istituzionale antifascista, era ignorato se non avvallato. Si è denunciato il rischio di fascismo passando dalle vicende ridicole della spiaggia fascista di Chioggia, agli adesivi di Anna Frank, alle bottiglie o calendari con la foto di Mussolini o Hitler. Quando per anni ed anni in questo Paese si è realizzata una vera connivenza con le peggiori istanze, legittimandole, democratizzandole e favorendone la diffusione. Perchè, si è detto, la democrazia vale per tutti, anche per chi sputa veleno sociale.
Il guaio è che è stato pompato all'ennesima potenza un problema che c'era ma non era così forte, impattante. La propaganda che doveva portare a vedere in alcune soggettività una sorta di salvezza messianica in materia di…

Si è entrati nel terzo anno della ricerca della verità per Giulio Regeni, con la politica persa nel silenzio di comodo

"Non è possibile normalizzare i rapporti con uno stato che tortura, uccide e nasconde oltraggiosamente la verità, se non a scapito della credibilità politica del nostro Paese e di chi lo rappresenta". Queste sono le parole della famiglia di Giulio.
Una tempesta sotto forma di parole. Parole dure, ma figlie di quella rabbia comprensibile di chi altro non ha potuto fare che constatare l'effettiva resa dell'Italia all'Egitto criminale, dove si continua a morire, a sparire, ad essere torturati, come è successo a Giulio.  Si dovrebbe dare un vero e proprio ultimatum all'Egitto, pretendendo quelle piccole cose, elementi fondamentali, per chiudere il cerchio. Ma l'Egitto ha preso in giro l'Italia e Giulio e la sua famiglia da sempre, depistaggi, menzogne, calunnie, infamie. La politica italiana si è persa in un silenzio di comodo, quel silenzio che ha caratterizzato, salvo qualche formula di rito, anche le massime Istituzioni. E questo silenzio fa male e …