Passa ai contenuti principali

Ma se la rottura tra Stalin e Tito fosse avvenuta prima del '48 Gorizia sarebbe stata assegnata all'Italia?



Sono il primo a riconoscere che la storia non la si scrive con i se, però è altrettanto vero che circostanze, cause, eventi, e determinate situazioni politiche possono favorire specifiche soluzioni piuttosto che altre.  
Il destino della città di Gorizia era già stato deciso, ciò a prescindere delle manifestazioni a sostegno dell'italianità della città. E' assolutamente vero che  nel goriziano a manifestazioni pro Italia si aggiungevano quelle pro Jugoslavia ed i numeri erano seppur favorevoli alla causa italiana, quelli favorevoli alla causa jugoslava non furono irrisori, si parlerà di quasi dieci mila cittadini scesi in piazza per la Jugoslavia. Nel caso di Gorizia la differenza è che, in base alla cronaca come riportata da alcuni giornali dell'epoca, il 27 marzo del 1946, quelli che manifestarono pro Italia furono in prevalenza provenienti dalla città, quelli pro Jugoslavia dai sobborghi. La Stampa, quotidiano nazionale, del 27 marzo 1946, sottolineava che a Gorizia vi furono violenti scontri, tra le due parti, con una cinquantina di arresti ed un centinaio di feriti. La Commissione degli esperti per le indagini sulla frontiera italo-jugoslava completerà il 7 aprile del 1946 le sue inchieste nelle zone assegnate alla sua indagine. Nel corso di tali indagini la Commissione, si leggerà in un loro comunicato, " ha visitato numerose località ed ha interrogato molte autorità e persone eminenti ed ha ricevuto e studiato numerosi documenti e dichiarazioni rimessele per iscritto. La Commissione partirà immediatamente per Londra , dove preparerà un rapporto finale e le proposte da presentare ai sostituti dei Ministri degli Esteri". Come è noto nel 1946 Togliatti  quando racconterà  il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito affermerà: "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Così come è da evidenziare che Gorizia ha dato rifugio a migliaia di istriani italiani che dovevano fuggire dalle regioni annesse alla Jugoslavia. Molti di coloro che si stabilirono in città, hanno avuto un ruolo importante nel plasmare nel suo dopoguerra l'identità nazionale e politica.

Gli organismi di parte rilevano che circa 5mila esuli hanno scelto come luogo Gorizia andando a costituire circa il 15 % della popolazione residente. Il concentramento, non casuale, che è avvenuto a Gorizia, ha certamente favorito la legittimazione di una decisione probabilmente già presa, che voleva  l'assegnazione della città all'Italia piuttosto che alla Jugoslavia. Non sancire il ritorno di Gorizia all'Italia, poteva significare dare il via libera alla realizzazione del TLT a Trieste, cosa che nessuna forza Occidentale voleva, stante anche la forte influenza della Russia di Stalin sulla Jugoslavia di Tito.
Dunque, seppur simbolicamente importanti le manifestazioni a sostegno dell'Italia o della Jugoslavia, non sono state decisive. Anche perchè la fantomatica pluri-secolarità dell'italianità di Gorizia era una grande invenzione storica, pura retorica ottocentesca. Decisivo è stato il contesto, un contesto nel quale si doveva bloccare l'ingerenza della Russia di Stalin, da parte delle forze Occidentali, e la Jugoslavia, forza tra le vincitrici della seconda guerra mondiale, ed alleata, in quel momento storico non poteva ottenere concessioni, su rivendicazioni chiare e politicamente rilevanti che potevano minare il cuore del Vecchio Continente, stante il suo saldo rapporto con la Russia. Ma se la rottura con Stalin fosse avvenuta prima del '48, che ha portato a diversi drammi, oggi si racconterebbe una storia diversa sia per Gorizia che per Trieste? E' su questo che ci si deve realmente interrogare e non solo sul senso di simboliche manifestazioni.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Minoranza linguistica slovena, in Italia si guarda al modello danese?

Se c'è una cosa che andrà ricordata quasi come si ricordava l'Ave Maria è che se il FVG può vantare la sua specialità, il suo essere Regione a Statuto speciale è prevalentemente se non esclusivamente per il suo plurilinguismo. Oramai, è ahimè una constatazione di fatto, la lingua tedesca è parlata in pochissimi casi e realtà, si è fatto poco o nulla per difenderla ed incentivarla, resistono invece lo sloveno ed il friulano, nonostante siano tante le mancanze a partire dal bilinguismo visivo soprattutto violato nei confronti degli sloveni. Su 216 Comuni  in FVG la minoranza linguistica friulana è presente in 175 comuni, quella slovena in 32 e quella germanica in 5, cioè la quasi totalità dei Comuni ha una "minoranza linguistica". E visto che la minoranza germanica è a rischio di estinzione, l'attenzione deve essere alta.

E' un dato di fatto che in Italia vi è un deficit di democrazia importante, basta guardare le elezioni di marzo 2018, pochi mesi di campagna…

Altro che la storiella degli "immigrati"che portano via il lavoro, chiude Eaton a Monfalcone

L'Isontino e la Bisiacaria sono un territorio politicamente debole, economicamente depresso. Vi è un tasso di disoccupazione impressionante, il numero di chi non cerca più lavoro è in costante crescita rispetto ad una popolazione che continua a diminuire. Perdere un posto di lavoro nell'Isontino è un gran guaio, perderne un centinaio, ancora, è un disastro sociale enorme, immane, perchè il lavoro qui non c'è, nonostante qualcuno racconti storielle diverse e presenti tanti segni più che in Italia ed in FVG non rappresentano la realtà delle cose. La realtà ci dice che il lavoro è una emergenza e che quando un territorio è politicamente inconsistente i grandi colossi avranno autostrade spianate per procedere con le delocalizzazioni e chiusure dei propri siti. Si legge che Eaton avrebbe complessivamente nel mondo un fatturato, nel 2013, di ben 22 miliardi di dollari, e sul loro sito evidenziano che è stata nominata come una delle aziende più etiche del mondo dalla rivistaE…

Clara Petacci è stata violentata ?

Chi è Clara Petacci? Chi sono i Partigiani? Domande legittime, anzi doverose perchè le nuove generazioni non conoscono la storia, e quando leggi che per molti studenti tedeschi Hitler altro non era che un democratico, allora comprendi che quando si parla di tematiche calde e delicate che hanno segnato la storia del secolo scorso, non si deve mai dare nulla per scontato. Nella serata del 6 luglio 2012 Rai tre,conosciuto come canale di sinistra, oggi io direi sinistra sinistrata, ha trasmesso un programma storico interessante che riguardava la Marcia su Roma, la morte ed i misteri di Mussolini. Il programma era la Grande Storia. Ha voluto conferire una diversa visione della verità storica ufficiale conferendo grande credito a teorie sostenute specialmente dai nostalgici del fascismo. Certo la storia o meglio la verità storica per essere tale non dovrebbe essere politicizzata, ma ciò è a dir poco impossibile visto il funzionamento della società. Ieri sera mi son voluto mettere nei panni di un …