Passa ai contenuti principali

La carta di Gorizia sulla storia del Confine Orientale

Vista la centralità che Gorizia riveste dal punto di vista storico e la grande attenzione che sussiste per la storia in questa zona, penso sia arrivato il momento di ragionare su quella che ora io definisco come la Carta di Gorizia. Cosa intendo per ciò? Venne in passato realizzato un rapporto che analizzava le relazioni sloveno-italiane tra gli anni 1880 e 1956. Si tratta del frutto del lavoro di ricerca della "Commissione storico-culturale sloveno-italiana", protrattosi per ben sette anni, dal 1993 al 2000 Nel suo messaggio vi era " la consapevolezza che i contrasti avuti nella storia non devono trasformarsi in discordie del presente e oberare le relazioni del futuro". Lavoro che è finito chiuso in un cassetto, non è circolato nelle nostre scuole, e come ha detto Boris Pahor, ciò non ha reso onore alla nostra democrazia. La Carta di Gorizia non vuole coltivare la memoria condivisa, che è una mera offesa alla intelligenza della storia e delle persone, non esiste memoria condivisa così come non esiste verità condivisa. La storia non è una opinione, non è un sentimento, la storia non può accettare compromessi e la condivisione presuppone il compromesso.

La memoria è labile, spesso condizionata da emozioni e sentimenti che rischiano di compromettere l'oggettività, la contestualizzazione storica, la causa o l'effetto.  Con la mostra sul '900 goriziano sono stati tentati passi importanti verso la via dell'unificazione. Importanti ma non sufficienti. Perché, ancora, in alcuni passaggi caldi che riguardano soprattutto i fatti del maggio del 1945, macchiata da qualche sfumatura impropria.  Per capire le vicende del Confine Orientale non basta soffermarsi agli effetti del Memorandum di Londra, ma arrivare almeno sino alla dissoluzione della Jugoslavia, passando per la strategia della tensione. Sarà necessario il contributo di storici, e non solo italiani e sloveni, ma di tutti i Paesi interessati, penso a quelli della ex-Jugoslavia, a storici russi, americani, neozelandesi, inglesi, e dei vari Paesi dell'Europa, per avere un quadro più completo, diverse prospettive e tendente ad essere compiuto e privo di elementi nocivi nazionalistici. Ciò potrà essere utile per riportare Gorizia ed il nostro territorio al centro delle relazioni internazionali ed al centro della Storia e per porre delle basi solide per un futuro certamente migliore rispetto al nefasto presente. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Se toccare il seno della statua di Giulietta è di buon auspicio, perchè?

Città che vai, tradizione o superstizione che troverai. In pieno centro a Monaco vi è la statua di Giulietta, donata dalla città di Verona. Una foto con Giulietta è immancabile a Monaco così come toccare il suo seno destro è un gesto molto diffuso. Ed è stato toccato tante di quelle volte che  praticamente è stato consumato dalla "passione" dei passanti tanto che ha assunto una tonalità più chiara rispetto al resto della statua. Ma da dove nasce questa superstizione? Perchè toccare il seno destro di Giulietta sarebbe di buon auspicio? Ognuno avrà una sua risposta, e Giulietta non può fare altro che subire questo rito. Un rito che accomuna diverse città, perchè la statua di Giulietta la si può trovare in diverse località oltre ovviamente che a Verona. A Monaco ve ne sono due, una prima copia donata dalla Cassa di Risparmio di Verona nel 1974, si trova ai piedi della torre dell’antico municipio a Marienplatz. La seconda si trova nel parco di Shakespeare Platz. Monaco e Vero…

Il duello Piazza Duomo e Tito a Capodistria tanto tuonò che alla fine...

Forse si è trattato di un caso record. 48 ore, ora più ora in meno, è la vita che ha avuto la targa,  delle stesse dimensioni di quella Titov Trg, Piazza Tito, di Capodistria. Se ne è discusso molto nella cittadina slovena, non è stata digerita la provocazione o non provocazione del giorno, in cui è stata affissa, un giorno caro per la Jugoslavia,  il fatto che probabilmente non era neanche in bilingue, come Piazza Tito, e che è il primo passo, non ammesso e non affermabile, che porterà alla rimozione di Piazza Tito e delle altre intitolazioni politiche che ricordano la vecchia Jugoslavia comunista. Tanto tuonò che è stata rimossa e verrà ricollocata a breve, a quanto pare.  Una tempesta fugace che ha lasciato comunque un segno, quello di quel vuoto sotto Piazza Tito. Come è emerso su Radiocapodistria ,dove si è discusso in modo approfondito di questa vicenda,  nel seguito ed importante programma condotto da Stefano Lusa, alla fine pare che il tutto fosse solo un banale e semplice p…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …