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Aspettando la Commissione di inchiesta Parlamentare sulla morte di Pasolini


Due proposte di Commissione di inchiesta Parlamentare sulla morte di Pasolini  il cui iter è ancora fermo nelle Commissioni, unificate, su iniziative di diversi deputati, che avrebbero come scopo quello di far luce, una volta su tutte, sulla tremenda morte di Pasolini. 
Ucciso il 2 novembre del 1975 all'idroscalo di Ostia il cui omicidio, come si scrive nella premessa della relazione di accompagnamento "dalla dinamica non chiara, dai molti interrogativi irrisolti. Un corpo martoriato da corpi contundenti e un assassino che non è sporco di sangue. Un Pasolini atletico che non riesce a difendersi dal suo esile killer. Un plantare destro e una maglia verde trovati nella sua auto che non appartengono né a lui né al suo omicida. Più tracce di pneumatici sul luogo del delitto. Testimoni non ascoltati. Un caso chiuso troppo velocemente con l'addebito dell'esclusiva responsabilità a Giuseppe Pelosi, anche se ciò contrastava con quanto indicato nella sentenza di primo grado e cioè che gli assassini erano più persone." 
Quali gli ambiti di intervento? 1) esaminare e valutare le possibili connessioni tra l'omicidio di Pier Paolo Pasolini e gli omicidi di Enrico Mattei e di Mauro De Mauro nonché con l'operato della loggia massonica «Propaganda 2», facente capo a Licio Gelli, e dei suoi iscritti o con altre organizzazioni criminali; 2) esaminare quanto sostenuto da Pier Paolo Pasolini nei suoi scritti cercando di appurare da dove attingesse le relative informazioni; 3) valutare l'eventuale coinvolgimento di organizzazioni criminali nell'esecuzione dell'omicidio; 4) analizzare le modalità di azione delle amministrazioni dello Stato in relazione al delitto al fine di valutarne, in particolare, la completezza e l'attendibilità; 5) individuare eventuali responsabilità sui fatti riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute.  
La durata della Commissione, se e quando verrà mai istituita, è di quindici mesi dalla sua costituzione ed entro i successivi due mesi presenta alla Camera dei deputati una relazione finale sull'attività svolta.
 
Marco Barone 

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