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I cinque scenari del futuro possibile dell'Unione Europea fino al 2025 proposti dalla Commissione

Si avvicina il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma e la Commissione europea ha pubblicato il 1° marzo il "Libro bianco sul futuro dell'Europa". La stessa Commissione presenta  cinque scenari che descrivono il potenziale stato dell'Unione da qui al 2025 in relazione alle scelte che saranno compiute.  Scenari fondati sul presupposto che i 27 Stati membri procedano assieme nel loro cammino di Unione, hanno un mero carattere illustrativo  non si escludono a vicenda né hanno pretesa alcuna di esaustività. Ma sono sicuramente indicativi di quale sarà l'immediato futuro con il quale tutti non ci confronteremo e quale la visione dell'UE che esiste ai vertici.

Scenario 1)  "Avanti così", caratterizzato da una sostanziale continuità con il programma attuale di riforme.
Riflessi sul modus operandi dell'UE: azione per priorità condivise sulla base di un processo decisionale la cui celerità dipende dalla capacità di superare le differenze di opinioni; la legislazione dell'Unione verrebbe sottoposta a verifiche regolari al fine di accertarne l'efficacia; eventuale legislazione superata verrebbe ritirata.
Principali conseguenze in termini di politiche perseguite: rafforzamento del mercato unico; miglioramento del funzionamento della moneta unica; graduale incremento della cooperazione nella gestione delle frontiere esterne e progressi verso un sistema comune di asilo; progressi in politica estera verso la realizzazione di una "voce unica"; bilancio in parte modernizzato. Si auspica in questo scenario la realizzazione di risultati concreti e positivi nonostante il processo decisionale complesso e la difficoltà di soddisfare le aspettative.

Scenario 2)  "Nulla tranne il mercato unico": concentrazione dell'integrazione europea sul mercato interno.
Riflessi sul modus operandi dell'UE: approfondimento di alcuni elementi chiave del mercato unico, senza decisioni condivise su aspetti quali le migrazioni, la sicurezza e la difesa; gestione su base bilaterale della cooperazione su nuovi aspetti di interesse comune; riduzione del carico normativo.
Principali conseguenze in termini di politiche perseguite: significativo rafforzamento del mercato unico nel settore della libera circolazione dei capitali e delle merci mentre la libera circolazione dei capitali non verrebbe completamente garantita. L'euro continuerebbe a facilitare gli scambi commerciali ma con vulnerabilità derivanti da crescenti divergenze. Aumenterebbero i controlli ai confini nazionali in assenza di una politica unica su migrazioni e asilo; maggiore ricorso al metodo bilaterale in politica estera; bilancio calibrato sulle funzioni essenziali per il mercato unico; processo decisionale più semplice ma con capacità di agire più limitata.

Scenario 3)  "Chi vuole di più fa di più": Unione a più velocità, in cui gli Stati membri che lo desiderano possono convenire di "fare di più" in specifici settori quali la difesa, la sicurezza interna, la fiscalità o le questioni sociali.
Riflessi sul modus operandi dell'UE: nuovi gruppi di Stati membri approfondiscono la propria cooperazione in ambiti specifici sulla base di appositi accordi. Lo status degli altri Stati membri sarebbe tutelato non essendo esclusa la loro adesione in un secondo momento, come già avvenuto in passato per gli accordi sull'area Schengen.
Principali conseguenze in termini di politiche perseguite: le conseguenze in termini di policy sarebbero analoghe a quelle descritte nello scenario 1 ("Avanti così), eccezion fatta per gli Stati che scelgono di perseguire un'ulteriore cooperazione.

Scenario 4)  "Fare meno, in modo più efficace": Concentrazione degli sforzi - e di risorse limitate - in un numero ridotto di ambiti, circoscrivendo il campo d'azione dell'Europa a 27.
Riflessi sul modus operandi dell'UE: l'Unione sarebbe in grado di reagire in maniera molto più veloce e decisiva nelle aree prescelte di priorità, per le quali disporrebbe di strumenti più forti per attuare direttamente le decisioni collettive. Negli altri settori di intervento l'UE a 27 smetterebbe di agire o farebbe molto meno.
Principali conseguenze in termini di politiche perseguite: standard comuni ridotti al minimo nel mercato unico, eccezion fatta per i settori in cui la cooperazione è rafforzata; consolidamento dell'area euro ma minore impatto su alcune parti della politica di occupazione e sociale; cooperazione sistematica nella gestione delle frontiere, l'asilo e l'anti-terrorismo; voce unica nelle questioni di politica estera; creazione di un'Unione europea di difesa; bilancio ridisegnato per rispondere alle nuove priorità; dopo una prima fase di ripensamento, il processo decisionale potrebbe essere più semplice e l'azione UE più veloce e decisiva nei settori in cui riveste un ruolo maggiore. 

Scenario 5)  "Fare molto di più insieme": il quinto scenario ipotizza che i 27 Stati membri decidano di condividere più potere, risorse e potere decisionale.
Riflessi sul modus operandi dell'UE: la cooperazione tra gli Stati membri va oltre quanto finora accaduto in tutti i campi; l'area euro è rafforzata nella convinzione che ciò che va a beneficio dei paesi che condividono la moneta unica va a beneficio di tutti. Le decisioni sono assunte più velocemente e attuate rapidamente.
Principali conseguenze in termini di politiche perseguite: rafforzamento del mercato unico attraverso l'armonizzazione e una più decisa attuazione degli standard comuni, con il commercio gestito unicamente a livello UE; realizzazione dell'Unione economica, finanziaria e fiscale; cooperazione sistematica sulla gestione delle frontiere, l'asilo e l'anti-terrorismo; voce unica nelle questioni di politica estera; creazione di un'Unione europea di difesa; bilancio modernizzato ed ampliato; processo decisionale più veloce e attuazione più decisa.
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E' interessante notare come la preoccupazione principale è quella relativa al mercato e mercato unico, d'altronde è inutile negarlo, è l'economia che determina tutto, e l'ordine economico che decide di che vita si deve vivere o morte perire.  Tutto il resto è correlato, quello di cui necessitiamo è certamente una riduzione drastica della sovranità nazionale dei vari Stati, l'abbattimento di ogni barriera in materia di libertà di circolazione delle persone, regole uniche per la cittadinanza europea, più diritti sociali, diversa  ed equa ridistribuzione delle ricchezze, e maggior potere decisionale a livello europeo, purchè a questo maggiore potere decisionale corrisponda una pari autonomia e democrazia interna e partecipata nei vari Stati membri. Più Europa, più unità, più democrazia, più diritti e diversità e condivisione, e zero nazionalismi. Il concetto di unione Europea va difeso, tutelato e rivendicato, lo scontro epocale si giocherà su questo terreno, Europa o nazioni. 

Marco Barone

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