Passa ai contenuti principali

Davide e Claudio finalmente "sposi" a Trieste, prima unione civile nella sala "Tergeste" ex matrimoni



Una cerimonia rapida, ma piena di emozioni, come la sala matrimoni, che per l'occasione ed in modo beffardo ha cambiato nome diventando semplicemente sala Tergeste. Davide e Claudio, dopo lunghe battaglie contro tentativi di ghettizzazione, perchè nella sala matrimoni loro non potevano unirsi civilmente, hanno vinto la battaglia che ha reso Trieste una piazza più civile, come diceva un cartello in questo 4 marzo in Piazza dell'Unità a Trieste. Tantissimi partecipanti. Tanta soddisfazione, pur nella consapevolezza che unioni civili e matrimonio rimangono due istituti sostanzialmente differenti, ma comunque un primo passo verso la giusta direzione è stato intrapreso ed indietro non si potrà più tornare. 

cartello di protesta contro il cambio di denominazione

Anche chi ha voluto riportare Trieste ai tempi della romanità, quando si chiamava Tergeste. Ma dovrebbero sapere costoro che nell'antico Impero Romano l'omosessualità era totalmente normale, talmente normale ed accettata che il razzista Giovenale, così si tramanda, avendo attaccato l'Imperatore Adriano per la sua relazione con Antinoo, venne esiliato forse in Egitto. In Esilio a Trieste è finita l'omofobia, almeno per un giorno. Avrebbero potuto in quella sala aggiungere alla voce matrimoni, anche unioni civili. Ma sarebbe stato troppo per chi oggi governa Trieste. Baci d'amore, abbracci d'amore, i colori dell'arcobaleno, hanno trasformato questa unione civile, in un mero atto non solo d'amore ma anche politico ed il tutto si è chiuso, lungo il tragitto che ha condotto da Palazzo "Sipario" alle rive, dove si è svolto il ricevimento, dopo una sorta di corteo spontaneo, visto il gran numero di partecipanti a questo "matrimonio", con un bacio in quella via Cavana, dove sorge il palazzo vescovile, per ricordare a tutti e tutte che la laicità è un bene come l'amore e riconoscere questo diritto sacrosanto anche alle coppie omosessuali, non significa togliere qualcosa a qualcuno, ma aggiungere un pezzo fondamentale nel complicato puzzle dei diritti civili che giorno dopo giorno anche a Trieste tutti insieme stiamo costruendo. Ed a tal proposito è da sottolineare oltre l'impegno costante di diverse realtà associative e non, anche del principale giornale di Trieste e non solo, il Piccolo, che ha sostenuto con la giusta informazione e giusta critica, il diritto di riconoscere le unioni civili anche nella sala matrimoni.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quattro studentesse dell'Università di Padova in Egitto per una tesi. Era proprio indispensabile?

Circola in rete la notizia che  quattro ragazze Unipd vanno  “alla conquista” dell’Egitto, per lavorare alla loro tesi di laurea e frequentano il corso di Progettazione e gestione del turismo culturale, Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Padova. Si legge  con grande enfasi che  "La loro tesi si è concentrata sulla riprogettazione e sul riallestimento della Sala dei Cimeli nel Sacrario militare italiano. Il Sacrario è un edificio costruito per commemorare i caduti italiani durante le battaglie di El-Alamain, che si sono svolte nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale."
Ora, non so se vi sono già state altre iniziative del genere da quando è stato assassinato Giulio Regeni, quello che so è che  il rettore dell'Università di Padova, Rosario Rizzuto, ha dedicato la giornata dell'inaugurazione del 794° anno accademico a Giulio Regeni con queste parole "Voglio inoltre ricordare in questa occasione con affetto e dolore Giulio Regeni, il g…

Quella sera a Ruda... e Giulio ci ha fatto conoscere il dolore degli altri

Una miscela di emozioni, di sentimenti. E' stato definito come il pellegrinaggio per la verità e giustizia per Giulio. Sempre costantemente in movimento Paola e Claudio ed ovunque vengono accolti, abbracciati, incontrano l'affetto dell'Italia vera, quella che non ha accettato e mai potrà accettare l'ignobile compromesso che ha portato al cambio di rotta repentino segnato dalla politica di Roma, mai tanto distante quanto ora dalla via della verità e giustizia per Giulio. La politica ha intrapreso la via della normalizzazione dei rapporti, neanche due anni son trascorsi. E son bastati per ritornare amici come prima se non più di prima. D'altronde, lo scrivono in tutte le lingue, Italia ed Egitto sono in rapporto amichevole da 2000 anni. Come a dire, vuoi che 2000 anni di storia vengano compromessi da Giulio?  Non da Giulio, ma da chi ne ha cagionato la morte, da chi ha determinato depistaggi, sviamenti, distrazioni, da chi ha cercato di auto-assolversi, passando in …

Quando venne soppressa la provincia di Gorizia perchè troppo slava e l'italianizzazione dei cognomi a Ronchi

Il libro il " fascismo di Confine" di Degrassi, pubblicato in collaborazione con il Comune di Ronchi, offre dei dati storici interessanti. Principalmente incentrato sulle vicende complessive del Confine Orientale e della Venezia Giulia, si addentra anche su come il fascismo ha condizionato e stravolto la vita soprattutto a Ronchi passata dalla provincia di Gorizia a quella di Trieste, a cui vi rimarrà fino al '47, per poi ritornare a quella di Gorizia successivamente fino all'attualità che la vede nell'UTI Carso Isonzo Adriatico.

Le elezioni del 1921 segnarono l'inizio della fine della provincia di Gorizia come determinatesi dopo la fine della grande guerra. In quel collegio vi erano 117 mila abitanti di lingua italiana, 193 mila di lingua slovena, pari al 60%, circa 4 mila di lingua tedesca e circa 5 mila di altre lingue . Dunque era una provincia a forte connotazione slovena. La batosta che verrà subita a livello elettorale dal primo blocco fascista, dove no…