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Breve nota su questione UTI e caso scuola UTI alto e basso Isontino ex provincia di Gorizia



La scuola è una cosa seria, delicata, merita rispetto e merita di essere gestita con tutta la massima diligenza possibile. A partire dallo stato di sicurezza. Quello dell'alto e basso Isontino è un territorio che contempla Comuni a sismicità medio/alta come ad esempio Capriva del Friuli, Gorizia, Cormons, Farra d'Isonzo, San Lorenzo Isontino ed altri a bassa. Dunque il rischio sismico sussiste e dai dati disponibili si può ben dire che la quasi totalità degli edifici presenti nell'Isontino non risulterebbero essere stati progettati o successivamente adeguati con la normativa tecnica antisismica. Per non parlare poi dei problemi ordinari di manutenzione. Sussiste una responsabilità certamente condivisa in materia di sicurezza ma come ha evidenziato la Cassazione Penale Sez. V, (ud. 3 febbraio 2015), n. 12228 “ciò tuttavia non comporta che la scuola resti esente da responsabilità anche nel caso in cui abbia richiesto all’Ente locale idonei interventi strutturali e di manutenzione poi non attuati, incombendo comunque al datore di lavoro l’adozione di tutte le misure rientranti nelle proprie possibilità, quali in primis la previa individuazione dei rischi esistenti e ove non sia possibile garantire un adeguato livello di sicurezza, con l’interruzione dell’attività.”
Tanto detto, pare evidente che cambiare in pieno corso d’anno scolastico l’interlocutore ed il proprietario di buona parte delle scuole è da irresponsabili. La complicata legge Regionale sulle UTI cosa afferma in materia? Che a partire dal 1 gennaio 2018 i Comuni, salvo anticipo per diversa ed autonoma decisione, aderenti alle varie UTI eserciteranno in forma associata le funzioni comunali anche in materia di edilizia scolastica e servizi scolastici. Ma dal 1 aprile 2017, come già denunciato dal Piccolo, verranno trasferite ai Comuni le funzioni già di competenza provinciale indicate in dettaglio nell'allegato C della Legge, cioè quella che possiamo chiamare la “questione scuola” e nelle more della definizione degli accordi che possono intervenire, l'esercizio delle funzioni in materia scolastica sono garantite su tutti i territori degli enti subentranti, dall'Unione in cui ha sede il Comune più popoloso; a essa sono provvisoriamente attribuiti le risorse e i rapporti giuridici connessi alle funzioni esercitate. Dunque, in mancanza di accordo preventivo e specifico, e fino all’utilizzo condiviso delle funzioni nelle UTI di appartenenza, pare di capire che l'Unione  a cui appartiene Gorizia,  a prescindere dall'uscita di Monfalcone, salvo diversi accordi, avrebbe avuto in gestione la patata bollente di tutte le scuole secondarie del territorio dell’ex provincia.
Ma è altrettanto vero, come contemplato dalla stessa Legge che le Unioni possono convenzionarsi, tra loro e con singoli Comuni che non aderiscono all'Unione, per disciplinare la gestione coordinata di determinate funzioni e servizi di area vasta, anche di carattere programmatorio, mediante la costituzione di uffici comuni. Dunque, cosa fare nell’attesa che si decida del destino globale delle UTI? La soluzione ottimale, vista la criticità in essere, ed eventuali commissariamenti nelle UTI, sarebbe quella di prorogare almeno fino alla fine dell’anno scolastico in essere la gestione delle scuole secondarie in capo alla Provincia tramite la gestione del Commissario, fare monitoraggi di tutte le scuole in materia di sicurezza e traghettare il tutto fino ad una data certa, purché non cada con l’anno scolastico in corso, la data del 1 gennaio 2018 è tardiva perchè cade ad anno scolastico iniziato,anche se l’ideale, vista l’abrogazione, giusta, della Provincia, sarebbe quello di prevedere la possibilità di lasciare la gestione delle scuole secondarie direttamente alla Regione.

Marco Barone


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