Passa ai contenuti principali

Riflessioni: dalla questione dell'assurda obiezione di coscienza in materia di aborto al #PrideFvg2017



Siamo nel 2017 e si ritorna a mettere in discussione l'aborto. D'altronde ciò è in armonia con quelle politiche reazionarie e tristissime che voracemente si stanno affermando in buona parte dell'Occidente o rischiano di affermarsi, dove non dovrebbe stupire se gli esorcismi rischieranno di essere una normalità e la caccia alle streghe pure. Metafore estremizzate per rappresentare quell'alienazione della politica in parte governativa che si afferma dalla realtà umana, dai diritti umani. Si è dovuta aspettare la storica sentenza della Corte Costituzionale del 1975, e la legge 194 del 1978 per arrivare a legalizzare l'aborto, una conquista non caduta dal cielo o per benevolenza di qualche giudice o politico, ma figlia di lotte importanti e significative. Ma, una Legge, figlia del compromesso nel momento in cui si è legalizzato il concetto di obiezione di coscienza. L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza, e non dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento. E' certamente vero che l'obiezione di coscienza è un diritto, il non praticare l'aborto è un diritto perchè normato, ma questo diritto, per quanto mi riguarda, va semplicemente eliminato, perchè una mera aberrazione giuridica, ed etica. E' intollerabile che tra Gorizia e Monfalcone vi sia, come emerso recentemente, un solo medico non obiettore, in materia di aborto. Assolutamente incredibile. Ma in realtà, credibile, perchè sembrerebbe essere così. E rimanendo in materia di diritti civili, l'altra considerazione e riflessione che voglio sollevare riguarda il bellissimo evento che caratterizzerà la nostra regione, il #PrideFvg2017. Iniziativa di profonda umanità, solidarietà, libertà, colorata. Iniziativa meravigliosa da sostenere attivamente, una grande opportunità sociale per la nostra realtà, ed un non patrocinio da parte dei Comuni sarebbe semplicemente ignobile e senza giustificazioni. Così come delinquenziali sono i tanti commenti apparsi in rete contro questa iniziativa. Insulti omofobi e razzisti da parte di utenti che andrebbero definiti per quello che sono, delinquenti, perché il razzismo è anche un reato, altro che libertà di opinione. Ed a costoro rispondo con i versi della canzone "il diritto ed il rovescio", che ho ideato insieme a Fulvio Bozzetta, ascoltabile nell'album Metabolismo Lento "ed ora ti scrivo per dirti che io sono ancora qua eh già, a lottare sai perchè nell'al di qua esiste per fortuna la dignità". Una ragione in più per fare il #PrideFVG, contro l'omotransfobia, e come atto di civiltà e per quella dignità che qualche omofobo vorrebbe negare, ma non ci riuscirà.

Marco Barone


Commenti

Post popolari in questo blog

Se toccare il seno della statua di Giulietta è di buon auspicio, perchè?

Città che vai, tradizione o superstizione che troverai. In pieno centro a Monaco vi è la statua di Giulietta, donata dalla città di Verona. Una foto con Giulietta è immancabile a Monaco così come toccare il suo seno destro è un gesto molto diffuso. Ed è stato toccato tante di quelle volte che  praticamente è stato consumato dalla "passione" dei passanti tanto che ha assunto una tonalità più chiara rispetto al resto della statua. Ma da dove nasce questa superstizione? Perchè toccare il seno destro di Giulietta sarebbe di buon auspicio? Ognuno avrà una sua risposta, e Giulietta non può fare altro che subire questo rito. Un rito che accomuna diverse città, perchè la statua di Giulietta la si può trovare in diverse località oltre ovviamente che a Verona. A Monaco ve ne sono due, una prima copia donata dalla Cassa di Risparmio di Verona nel 1974, si trova ai piedi della torre dell’antico municipio a Marienplatz. La seconda si trova nel parco di Shakespeare Platz. Monaco e Vero…

Il duello Piazza Duomo e Tito a Capodistria tanto tuonò che alla fine...

Forse si è trattato di un caso record. 48 ore, ora più ora in meno, è la vita che ha avuto la targa,  delle stesse dimensioni di quella Titov Trg, Piazza Tito, di Capodistria. Se ne è discusso molto nella cittadina slovena, non è stata digerita la provocazione o non provocazione del giorno, in cui è stata affissa, un giorno caro per la Jugoslavia,  il fatto che probabilmente non era neanche in bilingue, come Piazza Tito, e che è il primo passo, non ammesso e non affermabile, che porterà alla rimozione di Piazza Tito e delle altre intitolazioni politiche che ricordano la vecchia Jugoslavia comunista. Tanto tuonò che è stata rimossa e verrà ricollocata a breve, a quanto pare.  Una tempesta fugace che ha lasciato comunque un segno, quello di quel vuoto sotto Piazza Tito. Come è emerso su Radiocapodistria ,dove si è discusso in modo approfondito di questa vicenda,  nel seguito ed importante programma condotto da Stefano Lusa, alla fine pare che il tutto fosse solo un banale e semplice p…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …