La celebrazione del fascismo della passeggiata di Ronchi di D'Annunzio e l'occupazione di Fiume

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Mio caro compagno, Il dado è tratto. Parto ora. Domattina prenderò Fiume con le armi. Il Dio d'Italia ci assista. Mi levo dal letto febbricitante. Ma non è possibile differire. Ancora una volta lo spirito domerà la carne miserabile. Riassumete l'articolo !! che pubblicherà la Gazzetta del Popolo e date intera la fine . E sostenete la causa vigorosamente, durante il conflitto. Vi abbraccio Non sarà stato forse un fascista dichiarato, D'Annunzio, certo è che non fu mai antifascista, era lui che aspirava a diventare il duce d'Italia e la prima cosa che fece, all'atto della partenza da Ronchi per andare ad occupare Fiume, fu quella di scrivere a Mussolini, per ottenere il suo sostegno. Perchè D'Annunzio ne aveva bisogno. Il fascismo fu grato a D'Annunzio, per il suo operato,  tanto che si adoperò anche per il restauro e la sistemazione della casa dove nacque D'Annunzio e morì la madre. E alla notizia della morte, avvenuta il 1 marzo del 193

Quelli che dicono "proteggiamo le nostre donne" solo quando le violenze son compiute da stranieri

Quella delle violenze sessuali, molestie sessuali, è una piaga enorme, che perdura da secoli. Pur essendo e vivendo in una società profondamente moderna, con mille innovazioni dal punto di vista tecnologico, certi precetti, che traggono origine dalla Bibbia o dal Corano, quale la supremazia dell'uomo nei confronti della donna persistono. Però né la Bibbia né il Corano prescrivono di esercitare violenze sessuali nei confronti delle donne. Il Corano, ad esempio, nel verso 30 An-Nûr (La Luce) prescrive chiaramente il comportamento che dovrebbe avere l’uomo nei confronti della donna  " Di' ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno." Un chiaro ordine rivolto ai credenti, ai mussulmani, che non devono guardare in maniera lussuriosa le donne( che non siano le loro mogli). E se non possono guardarle, figuriamoci toccarle. Se osserviamo le casistiche, le statistiche, la maggior parte delle violenze o tentate violenze avvengono tra le mura domestiche, e la maggior parte delle violenze sono commesse da italiani. Così come, spesso, le vittime non sono solo donne italiane, ma anche straniere. Cosa che però alla stragrande maggioranza degli "italioti" che si indignano quando accadono violenze sessuali o tentate violenze contro italiane non turba. 
Però, quando una violenza o tentata violenza, è commessa da uno "straniero" o peggio ancora da un richiedente asilo, si apre la voragine dell'ipocrisia. Giù le mani dalle nostre donne, si sentirà dire, urlare. E' certamente vero che qualsiasi reato compiuto da uno straniero, proprio perchè straniero, è percepito come più fastidioso, intollerante, anche per quel sentimento di razzismo che ancora sussiste in Italia, spesso si coglie il vento favorevole per generalizzare e strumentalizzare il tutto in modo becero. Anche perchè l'Italia è l'ungi da essere luogo cosmopolita. Peggio ancora quando un simile atto è compiuto da un richiedente asilo- E' certamente più deprecabile stante proprio il suo status. Ed anche perchè rischia, vista la situazione come sussistente in Italia che è un Paese che vive di mille paure funzionali alle politiche di chiusura, di danneggiare la totalità dei richiedenti asilo che sono persone oneste.  Non faccio alcuna differenza tra italiani e non italiani che commettono violenze sessuali, mi fanno entrambi schifo e vanno puniti duramente. Ma quelli che dicono "proteggiamo le nostre donne" solo quando certi fatti accadono e sono compiuti da stranieri, farebbero bene solamente a stare zitti. Il problema che accomuna stranieri e non stranieri è l'ignoranza diffusa, il maschilismo, il considerare la donna come oggetto, come persona che deve solo lavare i piatti od "allevare" i figli senza altra prospettiva sociale, la supremazia maschile che guidata dal proprio istinto animalesco e dal propria forza muscolare realizza una delle cose più vigliacche che ancora esistono in questa società.

Marco Barone

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