Passa ai contenuti principali

Se la promessa di assunzione dei precari diventa merce di scambio con i diritti di tutti i docenti




Non è più un mistero, in cambio della stabilizzazione, od assunzione dei precari, o meglio di una parte dei precari della scuola, con una tempistica comunque molto lunga, e dalla copertura economica ancora non certa, si chiede una revisione globale del sistema scolastico. Se non siamo vicini al ricatto, poco ci manca. Quello che a breve diventerà un mero obbligo potenziale per il Governo e lo Stato italiano, stante la procedura d'infrazione avviata dagli organismi comunitari e dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea che riguarderà centinaia di ricorrenti, ma dal probabile effetto domino, comunque non immediato, in caso di esito positivo, ovvero porre fine all'abuso dei contratti a termine, sta diventando altro.
Per stessa ammissione del governo nel programma la buona scuola, queste tipologie contrattuali, per come utilizzate, sono contrarie alla normativa comunitaria, eppure nelle difese come prodotte nei Tribunali si afferma il contrario, ebbene, il tutto diventa ora merce di scambio. Si promette l'assunzione dei precari? Ed allora chiediamo alla scuola un cambiamento. Premi di produttività solo per pochi ed abrogazione del sistema scatti di anzianità, competizione, concorrenza, entrata dei capitali privati, potenziamento della scuola lavoro, affermazione piena dell'Invalsi, dirigenti manager, e scuola azienda e violazione di ogni principio contrattuale. Ma da quando l'adempimento di un mero obbligo giuridico, derivante da continue violazioni di principi comunitari, per essere ottemperato, deve comportare la trasformazione dell'intera scuola pubblica? Da quando il rispetto della legge da un lato deve comportare, dall'altro, la violazione di diritti basilari e quesiti? E' una mossa politica che, tra le altre cose, rischia seriamente di mettere contro, per l'ennesima volta il personale scolastico, quello precario contro quello di ruolo.


Commenti

Post popolari in questo blog

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …