Passa ai contenuti principali

Scuola: Se il registro elettronico diventa uno strumento di controllo verso studenti e docenti



Sul registro elettronico sulla non sua obbligatorietà, almeno ad oggi, sono già intervenuto in passato con uno scritto che è stato utilizzato da diverse realtà per diffidare quelle scuole che, in mancanza di un piano di dematerializzazione ministeriale ed in mancanza di un visto da parte del Garante della Privacy, continuano a presentare questo strumento non solo come obbligatorio ma anche pienamente legale e legittimo. Uno degli aspetti, a parer mio, più inquietanti del registro elettronico è il controllo diretto che le famiglie, che oggi hanno il vero potere contrattuale in mano nella e per la gestione della singola scuola, esercitano non solo nei confronti dei propri figli ma anche nei confronti dei docenti. La scuola dovrebbe essere una comunità ove tutte le parti dovrebbero esercitare reciprocamente giusti diritti, ma la scuola di oggi non è più una comunità poiché è in corso una sorta di casermizzazione che si afferma sotto il nome della modernità, della trasparenza, tramite gerarchie e sistemi di utenza e di utilitarismo economico. Una volta, quando rientravi a casa dalla scuola, il genitore ti chiedeva lumi sulla tua giornata scolastica. Potevi credere o non credere alle parole di tuo figlio o di tua figlia, il senso della fiducia lo si conquistava anche all'interno delle mura domestiche.

Se avevi dubbi potevi sempre recarti a scuola, incontrare i docenti, interloquire con i docenti. La tecnologia supera e supererà tutto ciò. Porrà a rischio non solo il senso di fiducia e di dialogo, perché il genitore con un click comodamente da casa potrà controllare e vigilare ogni giorno sull'attività scolastica del proprio figlio, senza avere più la necessità di domandare allo stesso nulla, ma si effettua un mero controllo anche sull'operato, sul lavoro del docente. Certo, è vero che lo Statuto dei Lavoratori è in fase di superamento, ma ancora esiste e fino a quando esiste deve essere rispettato anche lì ove si vietano strumenti di controllo e vigilanza in merito all'operato del prestatore di lavoro. Visionando in rete diverse guide in tema di registro elettronico ho constatato che i genitori accreditati possono ( genitori delle classi quinte, prime, seconde e degli studenti maggiorenni delle classi terze ) accedere al registro elettronico per visionare assenze e voti dei propri figlie, ma anche controllare gli argomenti delle lezioni affrontati a scuola.

Ora, si dirà, è diritto del genitore conoscere l'argomento trattato a scuola dal singolo docente. Certo, è un suo diritto, è un suo diritto sapere se il docente ottempera il programma scolastico e cosa insegna ogni giorno, ma questo diritto fino a dove può arrivare? Fino a dove può interferire? Sono sempre di più le lettere che arrivano a scuola con le quali si chiedono interventi sulle modalità d'insegnamento dei docenti, interferendo nel loro lavoro quotidiano e spesso pretendendo anche il trasferimento dello stesso con il ricatto che il proprio figlio cambierà scuola. Nella scuola della competizione, della concorrenza e della così detta trasparenza, il registro elettronico oltre ad essere uno strumento di controllo invasivo sia nei confronti degli studenti che dei docenti, compromette anche la fiducia ed il dialogo tra le parti. Sì, è vero, si vive nella società del 2.0, nella società dei 140 caratteri, ma non per questo si possono accettare come fatti naturali e legittimi, anche se profondamente innovativi e moderni, strumenti di controllo e vigilanza che violano ogni buon senso ed ogni senso del limite.





Commenti

  1. Non sono affatto d'accordo. Il docente bravo e preparato, che sa le proprie materie e svolge bene il proprio programma, non ha nulla da temere dal fatto che i genitori possano controllare gli argomenti che sta trattando o i compiti che assegna. Il registro elettronico è oggi uno strumento ormai entrato a far parte del nostro lavoro e non possiamo tornare indietro solo per proteggere chi ha qualcosa da nascondere, evidentemente perché non è preparato o non ha abbastanza merito ed impegno nel proprio lavoro. Il sei politico del '68 il garantismo dei sindacati e della sinistra hanno fatto sì che dietro la cattedra ci siano ancora tanti incompetenti e assenteisti, che non vanno protetti ma cacciati dalla scuola, se veramente vogliamo avere un'istruzione di qualità.
    Prof. Massimo Rossi - blog: http://profrossi.wordpress.com

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

E' necessario il (prodotto) made in Friuli Venezia Giulia prima di essere annientati dalla "globalizzazione"

Il made in Italy è diventato uno slogan che non dice più niente. Diventato più funzionale a quella retorica che ha fatto il male dell'Italia che alla tutela dell'Italia. Dall'arte, alla cucina, dall'agricoltura, alla moda e si potrebbe continuare. Nell'Italia di oggi si rimpiange ciò che non è più italiano. Hanno distrutto le campagne, hanno distrutto le coltivazioni storiche, è stato mescolato tutto, per arrivare all'assurdità di cortocircuiti propri di una società totalmente sballata. La globalizzazione nell'economia ha comportato il saccheggio dell'Italia, l'appropriazione indebita di ciò che ha reso unico il nostro Paese nel mondo per perderci nella nullità dell'essere più niente e nessuno.

Siamo bravi a decantare od osannare bellezze e miti e leggende che attraversano la storia di ciò che è arrivato, nel bene o nel male a determinare l'Italia. Un Paese fittiziamente unito, che deve la sua vera forza ai regionalismi, localismi, che non so…

Dopo Macerata si continua a sparare. Guai a ridimensionare o normalizzare

Questa è una storia che non parte da lontano, per dovere di sintesi sarò breve e conciso. Da questa estate in Italia si è iniziato a scoprire il problema del fascismo. Fino a quel momento, soprattutto da chi oggi si professa dall'alto della suo essere grado istituzionale antifascista, era ignorato se non avvallato. Si è denunciato il rischio di fascismo passando dalle vicende ridicole della spiaggia fascista di Chioggia, agli adesivi di Anna Frank, alle bottiglie o calendari con la foto di Mussolini o Hitler. Quando per anni ed anni in questo Paese si è realizzata una vera connivenza con le peggiori istanze, legittimandole, democratizzandole e favorendone la diffusione. Perchè, si è detto, la democrazia vale per tutti, anche per chi sputa veleno sociale.
Il guaio è che è stato pompato all'ennesima potenza un problema che c'era ma non era così forte, impattante. La propaganda che doveva portare a vedere in alcune soggettività una sorta di salvezza messianica in materia di…

In Italia dicono di ritrovarsi nei "valori"dell'antifascismo, ma hanno "normalizzato"i rapporti con l'Egitto criminale

L'Italia "istituzionale" si è arresa all'Egitto criminale, con il quale i rapporti, continuano come se niente fosse accaduto. I 5 miliardi hanno fatto gola, hanno fatto gola al capitale italiano, al sistema politico italiano, diventato complice con l'Egitto dove avvocati, giornalisti, attivisti, e sospettati di aspirare alla democrazia, alla realizzazione dei diritti umani, spariscono, vengono catturati, sequestrati, torturati, uccisi. Come è successo a Giulio in quel maledetto 25 gennaio del 2016, il cui corpo verrà ritrovato il 3 febbraio. Abbandonato. Ma Giulio non è mai stato abbandonato per un solo secondo dalla sua famiglia, dalla comunità planetaria che si è stretta intorno alla sua famiglia, comprendendo il senso dell'atrocità che si è realizzata nella terra nota per le sue piramidi e da quel giorno, anche per le violazioni dei diritti umani, in pieno stile nazifascista. Molti nell'Italia repubblicana che hanno ruoli politici e di rappresentanza …