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Un, due, tre, 18!







Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

La canzone di Lucio Dalla, la sua musica, è il buongiorno per Antonio.
Questa mattina, una mattina apparentemente comune, ovunque e dovunque, per Antonio, sarà però diversa da quella solita ordinarietà che ha caratterizzato la sua vita, i suoi sogni, la sua comprensione della società.


Bologna, il tempo è cupo, il sole gioca a nascondino tra le nuvole e con le nuvole, il traffico cittadino è più intenso del solito vagare per le strade ed i viali bolognesi.

Sigaretta e pensieri fumanti, stress e vai a quel paese, ed ecco che Antonio giungerà sul luogo di lavoro.


In ritardo?
Ma dove, sono puntuale, hai l'orologio che è sballato, controllalo.


Due battute frenetiche e di astio con il capo turno, ed il magazzino attende Antonio.
Sali e scendi, carica e scarica, avanti ed indietro.
Otto ore più straordinario.
Merce destinata al nord Italia, merce che determina il valore delle persone, dell'uomo.


Antonio, Antonio, ti vuole il capo.
Pasquale, compaesano di Antonio, entrambi siciliani, di Palermo, arrivati dal profondo e controverso Sud, per conquistare quattro soldi per sfamare le proprie famiglie e assetare i propri sogni di cambiamento, si avvicinava con il fiatone.


Pasquale, diceva Antonio, non ti ho mai visto così, che è?
Antonio, ti vuole il capo, non mi piace questa storia, era freddo, come sempre tu dirai, no, questa volta era ancora più freddo del solito, Antonio, sai che ti voglio bene, ho una brutta e dico brutta sensazione.
Eh, Pasquale, tu e le tue sensazioni, dai sarà la solita minchiata, ogni volta mi scassano i maroni, o perchè chiedo di avere i contributi in regola, o perchè chiedo di non fare gli straordinari, o perchè chiedo le scarpe per la sicurezza, o perchè perchè, insomma dai sai che quello lì non mi sopporta no...
Antonio, non so, comunque fammi sapere...
Vado Vado, Pasquale, che poi non mi dicessero però che il lavoro non lo ho finito per colpa mia...

Toc toc

Antonio, sei tu, entra entra...
-Sì, capo, sono io...mi ha fatto chiamare, mi ha avvisato Pasquale..
-Bravo Pasquale vero? Sempre sull'attenti, mai fatto noie, un gran lavoratore, dammi del tu Antonio, noi siamo una sola squadra, dobbiamo superare il lei...
-Capo, io, non la prenda male, ma preferisco darle del lei, con il tu mi rivolgo ai miei compagni di lavoro, con quelli che ci spacchiamo la schiena...per farla girare con il suo Suv...
-Antonio, Antonio, vedo che tu, anzi Lei, è sempre diffidente, sempre a rompere, per ogni cosa.
-Se mi permette, Capo, io rivendico solo i diritti, quelli del contratto...
-Antonio, il contratto è carta, qui è altra cosa,vede come vanno le cose, crisi, crisi e crisi.
-Ma i diritti sono diritti, replicò Antonio con tono fermo e deciso.

-Senta Antonio visto che questo è il clima sarò breve, la ho fatta chiamare per un motivo, come saprà, abbiamo i magazzini pieni, non riusciamo a smaltire la roba, lei lavora in un settore che non consente altro suo impiego in azienda, lei non è più utile alla nostra causa.

Freddo e sudore.
Antonio rimaneva in silenzio, mentre guardava le mani del suo Capo, stringere una lettera, le parole del Capo, correvano, ma non entravano nella testa di Antonio.
...Quindi, anche e prima ho detto che siamo una squadra, come ben saprà, l'allenatore deve fare delle scelte, per far vincere la squadra, e purtroppo lei insomma Antonio ha capito...

Silenzio.
-Antonio, mi ha ascoltato.
-Sì, si, squadra, una squadra..
-Ha capito quindi, le nostre ragioni?
-Io se permette Capo, ho altra idea...Perché negli ultimi due mesi ha fatto incrementare la produzione, perché ha fatto riempire il magazzino, perché, voleva farmi fuori, è questo che penso io Capo. Lei non ha mai tollerato che qualcuno dentro questa azienda rivendicasse i propri diritti, vero Capo? Lei non ha mai tollerato che qualcuno si scontrasse con il Capo? Lei non mi ha mai tollerato Capo. Lei mi vuole fare fuori per scendere sotto i quindici dipendenti vero Capo?

Antonio nonostante tutto, manifestava tutta la sua dignità, nonostante tutto, continuava a lottare.
Sì, lottare.


-Antonio, vedo che continua ad esagerare, però vedo che non è stupido...Conosce il nuovo articolo 18? Sa come è stato modificato?
-E quindi?
-Ascolti, ascolti...“il giudice che accerta la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo applica la medesima disciplina di cui al quarto comma del medesimo articolo” (il reintegro)... “nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del predetto giustificato motivo, il giudice applica la disciplina di cui al quinto comma”... una indennità.

-Caro Antonio, come farà a provare la manifesta insussistenza del licenziamento? Pensi che qualcuno verrà a testimoniare al suo posto? Pensi che per lei... gli altri metteranno a rischio il lavoro? Cosa pensa?
Le regole del gioco sono queste, caro Antonio, capito? 

-Capo, non finirà così, andrò in Tribunale...
-Vada vada, potrà ottenere quattro soldi, ma qui, lei, non ci metterà più piede, se lo ricordi Antonio Buscemi.
-Una cosa, prenda questa lettera e vada a casa il suo lavoro finisce qui...
-No, Capo, me la spedisca a casa, il mio orario di lavoro non è ancora finito, andrò via quando finirò il mio turno e se lei non me lo permette io ...
-Lei cosa Antonio?
-Io...niente, niente...

Antonio si apprestava ad uscire dalla stanza del Capo, voleva sbattere la porta, voleva urlare, voleva spaccare il muso al Capo, ma non fece nulla di tutto ciò.
Antonio rimase in silenzio fino al termine del suo turno.
Nonostante tutto, rispettò il suo impegno contrattuale fino alla fine, nonostante tutto Antonio manifestava la sua dignità, semplicemente lavorando.
Sempre lui, presente ad ogni occasione non causale e non casuale, il silenzio.
Quattro passi, una sigaretta accesa, un cappotto, ed un cazzotto conferito con violenza violenta dal sistema.
Antonio è stato licenziato.

Pasquale che ci fai qui?
Ho aspettato che finisse il tuo turno, volevo sapere...
Cosa volevi sapere? Cosa?
Che ...insomma, il Capo.
Licenziato.
Licenziato?
Licenziato.
Ma, il motivo, cioè, cosa?
Ti ricordi quando vi dicevo occhio al magazzino, che non mi tornava l'incremento di quella produzione in quel solo settore?
Ecco, ora hai capito.
Ma è colpa nostra che ...
No, è colpa di quello stronzo, è colpa di quelle leggi che scrivono in Parlamento, o fatte dal Governo.
E' colpa della loro legalità, illegittima per noi, illegale per noi, legale per loro. Siamo noi cazzo la legalità, non loro...eppure...mi hanno licenziato.
Ed andrai in Tribunale? Che farai?
In Tribunale? A fare che? Come faccio a provare che il licenziamento non è avvenuto per motivi economici? Che è manifestamente infondato? Capito? manifestamente? Chi testimonia, tu, che hai una famiglia da sfamare, gli altri, chi, chi cazzo, chi?

Ciao Pasquale, io vado, vado a Casa, devo capire, vado, Pasquale, vado...
Antonio,...mi dispiace.
Ciao Pasquale.

Lacrime? No, nessuna lacrima per il sistema, nessuna lacrima dovrà scalfire quella dignità che giorno dopo giorno è ferita dalla lamina del capitale, sempre più incisiva, sempre più invasiva...

E la musica di Lucio, ritorna, ritorna ancora...

...L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità...

Marco Barone


fonte foto: link
nomi e riferimenti puramente casuali, se la realtà è peggiore, io non ho colpa alcuna...mb

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