Chi l'ha visto, ennesima invasione della vita privata.


Ritorno ancora una volta sul programma Chi l'ha visto? . 

Sulla ennesima caduta di stile di quel programma. Una caduta di stile, tipica di un Paese, che non ha più né forma, né sostanza, né, appunto, stile.

Certamente quel programma è stato utile nel corso del tempo per vari casi e situazioni che ancora oggi non hanno trovato né giustizia formale, né una sorta di verità, però spesso pecca di spettacolarizzazione, ed il caso di Sarah Scazzi, certamente ha ben rappresentato , come non esiste nessun rispetto per la dignità umana, per la sofferenza umana.

Nonostante tutto, nonostante le critiche che sono state sollevate proprio per come trattato quel caso, Chi l'ha visto, ancora una volta, cade nella mediatizzazione della sofferenza umana.

Mi riferisco alla puntata del 25 aprile, del caso della donna di di 38 anni scomparsa l’11 aprile dal Milanese e ritrovata a Palermo.

Appunto, ritrovata.

Gli investigatori avevano dichiarato che si trattava di un allontanamento volontario.  La vicenda della scomparsa era emersa dopo l’appello del convivente durante l’ultima puntata, quella della settimana precedente, di “Chi l’ha visto?”. 

Ora la domanda sorge spontanea: era necessario mandare in onda la ricostruzione della caccia alla donna? Perché di questo si è trattato. Invadendo ogni suo spazio, ogni sua sofferenza, ogni aspetto della sua vita privata. Una volta che la donna è stata ritrovata, perché non limitare tutto ad un semplice annuncio?

Quella donna si è allontanata di propria volontà. Ha gettato via i documenti, ha cambiato il colore dei capelli.  Una storia che probabilmente celerà grandi sofferenze personali ed umani, ma anche se così non fosse, sono affari privati della donna quello che è accaduto, quella ingerenza non è tollerabile. Non è tollerabile specialmente quando la stessa è stata ritrovata. Qualcuno si è posto il problema se lei fosse felice del suo ritrovamento? Visto che in televisione erano tutti contenti, ma lei lo era?

Qualcuno ha chiesto alla donna ritrovata se acconsentiva all'inviare in onda, nelle case di milioni di persone, la sua storia personale e privata?

Il Garante così detto della Privacy dovrebbe, per casi come questi, prendere delle posizioni. Sorvolo sulle lezioni di moralità che quel programma vorrebbe offrire, a parer mio totalmente opinabili, ma quando si parla di vita privata delle persone, la televisione fatta da chi offre un servizio pubblico, deve fermarsi, non deve andare oltre.

Ed ancora una volta è accaduto il contrario. Se poi la diretta interessata ha espresso consenso affinché la sua storia divenisse di dominio pubblico, è una scelta personale, che non condivido ma rispetto. 

Ma nutro dubbi in tal senso, dubbi che possono essere chiariti solo dai diretti interessati, sarebbe stato auspicabile, limitare il tutto ad un semplice annuncio di ritrovamento, senza andare oltre, in una storia dai mille perché, la cui unica risposta è conosciuta solo da chi ha deciso volontariamente di andare via.

Si potrebbe dire altro e certamente molto sulla questione di ricorrere alla televisione in caso di scomparsa delle persone, specialmente quando non è chiaro se trattasi di allontanamento volontario o meno, e chiedersi quale è il limite della tutela della vita privata della persona? Esiste un limite?

Commenti

  1. Sono perfettamente d'accordo con te, questo programma ha raggiunto livelli davvero bassi, l'appostamento sotto casa della donna in attesa che la coppia rientrasse..dà i brividi.
    Non a caso tutti gli altri ritrovamenti che riscuotono meno interesse non vengono mai citati in trasmissione e sul sito di Chi l'ha Visto cancellano addirittura i nomi aggiornando con informazioni come "ritrovato il ragazzo di 30 anni di Siena" etc.

    https://www.facebook.com/groups/130899713883/
    Monday

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