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Visualizzazione dei post da Novembre, 2011

La 'ndrangheta mi fa schifo.

La Calabria trema. La Lombardia trema. Stato contro Stato. Giustizia contro Giustizia. Ordine contro Ordine. Semplicemente 'ndrangheta.
La 'ndrangheta esiste, la 'ndrangheta occulta è ora visibile, la 'ndrangheta ignorata ora è evidente e deprimente. Non mi sorprende il coinvolgimento della politica, non mi sorprende il coinvolgimento della Magistratura, non mi sorprende il coinvolgimento delle forze dell'ordine, non mi sorprende più un bel niente, perché la 'ndrangheta è lo Stato nello Stato. Lo si sapeva. Lo si era compreso. Ora ecco gli arresti da parte dello Stato contro lo Stato periferico. Uno Stato periferico sempre più invasivo, silente, potente. Dalla periferia calabra al centro del potere economico lombardo. Dalle rive splendenti di Reggio Calabria, al caos metropolitano di Milano. Una strada lunga 1255 km. Una strada invisibile agli occhi di chi vuol ignorare l'evidenza. Eppure quella strada è lì. Qualcuno ha deciso che è il momento di demolirla …

Sono un sognatore.

Ho visto ereggere il muro della sovranità spopolare,
ho visto cadere le colonne del tempio dell'umanità.
Nonostante tutto,
oso ancora sperare.
Nonostante tutto,
oso ancora sognare.

Marco Barone

Una crisi "nata" per competere con la Cina?

Accade che costeggi con i tuoi pensieri, quel tratto di strada che divide il sistema produttivo Finmeccanica dalla città che vive buona parte della sua economia proprio grazie a tale sistema economico, Monfalcone. E ti chiedi cosa mai accadrà quando Finmeccanica deciderà che a Monfalcone non si può più produrre perché il costo del lavoro, della burocrazia è tale che conviene recarsi altrove. Monfalcone certamente rischierà di patire grandi ed immense sofferenze, così come i lavoratori e tutte quelle persone che vivono di cantieristica navale.
Però poi ci sono gli interessi forti, la politica, la casta, le corporazioni, le banche locali, le assicurazioni locali, tutto l'indotto locale che in qualche modo condizionerà la scelta.
Una scelta inevitabile se le cose continuano a rimanere così.
Ma una inevitabilità che si scontra con quelle necessità che determinano il potere di uno stato nello Stato.
Come fare allora per competere in un sistema privo di regole o meglio da un lato con troppe r…

Cercasi opposizione.

Ma dove sei?
Ma ci sei?
Cercasi opposizione sociale
a questo Regno epico ma non epocale.
Epico perchè son stati, tali governanti,
accolti dal popolo in cerca del nuovo buon pastore,
come i salvatori della Patria.
Come coloro che eviteranno la caduta dello Stato,
nonostante i titoli di Stato si siano smarriti
per la via della speculazione
pur nella viva capitale indignazione.
E pensa che ora faranno anche il regalo di natale,
più soldi per tutti,
per alimentare l'economia del consumismo,
un panettone a tavola in più,
e la crisi per qualche giorno non c'è più.
Ma tal regalo verrà compensato
con un nuovo maggior prelievo fiscale,
mica può esser sempre natale.
Tra diritti cancellati,
tra pensioni andate in pensione,
tra sospensioni della lor democrazia
forse qualcuno rimpiangerà anche il proprio stato vivo e precario
perchè quei quattro soldi che alimentano il tuo salario,
presto diverranno un gran miraggio
evviva il perdurante oltraggio di tal sistema,

Preferisco di sì

Arriverà il momento dove dovrai scegliere.
La vita è una politica continua.
Dovrai scegliere se chinar la umile dignità
al potere figlio dello stato sistemico oggi esistente,
o elevar oltre il confine dell'indifferenza
il pugno ribelle
che offende
l'ordine imposto
dall'autorità borghese,
e difende
le sovrane e umane proletarie pretese.
Preferisco di sì,
scelgo la via dell'umana ribellione
alla violenza di tal sistemica penitenza.
Non concedo,
io pretendo
la libertà.
Preferisco la difesa della nostra individuale e collettiva libertà,
alla resa della nostra individuale e collettiva dignità.
Preferisco di sì.

Marco Barone

Ingiustizia.

Una parola così immensa,
così possente,
così inglobante il cuore di tal sistema,
che afferra il tuo spirito laico e ribelle
scaraventando oltre il confine della dignità umana
il peso di quel corpo
che altro non vive che il patire continuo di tal ignominia
madre e padre dell'adattamento
al perenne turbamento
del presente, mai passato, vile e servile
chinar la testa al volere altrui.
E tu, uomo  o donna,
che vivi i lamenti,
che sfiori i tradimenti di qui principi fondanti
ogni parvenza di libertà costituzionale,
che manifesti stupore, rabbia e scalpore
per tal governo non popolare,
non sovrano,
ma immensamente elitario
cosa aspetti per sguainar dal tuo cuore proletario
quella spada che trafiggerà
l'ingiustizia esistente?
Nessuna violenza,
nessuna penitenza,
solo profumo di essenza
di quella libertà,
mai nata,
mai morta,
ora insorta
nel grido della ribellione
nell'urlo per la rivoluzione.

Marco Barone



La vita è...

La vita è la poesia.
La poesia vivente
non la scrivo,
la vivo.
Ciò che io tastierizzo
è solo l'evidenza celata
dalla  oltre-moderna frenesia quotidiana
e non umana.
Guardi ma non osservi,
senti ma non ascolti,
parli ma non dialoghi,
ebbene sì,
io voglio fermar 
in tal attimo perdurante il battito del tempo,
perchè tu possa ascoltare ciò che senti,
perchè tu possa osservare ciò che vedi,
perchè tu possa conoscere ciò che ignori,
la poesia.

Marco Barone


Sognano

Anche gli adulti sognano.
Ho sognato di sognare un sogno,
divenuto il sogno da sognare;
ho sognato
e dunque
sognerò ancora.
Anche gli adulti sognano.

Marco Barone

Ettore Monteleone, ribelle senza patria: Marcus Malu Entu

( dedicata a Bruno Bellomonte, finalmente libero!)
Marcus Malu Entu 

Pochi minuti dopo il boom, dopo il colpo secco e violento, e difensivo, Ettore  ben consapevole di quello che aveva appena fatto, prese la valigia rossa e fuggì, abbandonando la pistola sul ciglio della porta della non più verità.

I carabinieri, insospettiti da quel vai vai vai a via Cavana alla chiesa sconsacrata, inviarono una pattuglia per controllare quel luogo sperando di trovare anche il ricercato Ettore Monteleone, fuggito dall'auto mentre il Professore difendeva il proprio orgoglio di essere anarchico.

" Brigadiere qui solo silenzio"
" Pasquale vai su, io rimango qui in auto, forse avrà urlato che sarebbe venuto qui solo per depistarci..."
" Agli ordini..."
" Il giovane carabiniere, da poco entrato a far parte dell'Arma non sapeva ancora bene cosa l'attendeva"

" Oh dio mio...oh dio mio oh dio mio...Brigadiere, brigadiere venga su, venga su..."
&qu…

Ave nave

Ave nave,
tu che solchi le acque dell'ingordigia umana,
tu che con le grida delle sirene richiami all'ordine
il popolo libero e vagante per le occulte vie del porto di mare;
formata dalle mani dell'operaio
sfruttato dal capitale per la conquista di un misero salario,
metallo galleggiante
sulle rive incolte dall'ignoranza adattata
al fascino di tal borghesia
dall'indignazione ritrovata
viva e
ripudiata;
possente,
ferma,
immobile nella mobilità sociale
avvolta dal profumo di sale
un tempo oro da conquistare,
ora
abbondanza da disprezzare
nel prezzo della borsa
in continua corsa
per saziar la fame
del padrone infame.
Non Ave nave,
ti osservo,
ma non sarò tuo servo,
nè ora,
nè mai.


Marco Barone

Piuma

Mentre il tempo taceva
per i binari dell'attimo perso
nel sospiro infranto
contro quel muro invisibile
chiamato burocrazia,
ho visto una piuma
tenera e bianca,
dondolare
nell'aria.
Tra macchine e rumori,
tra sigarette spente
e telefoni squillanti,
in tal durezza adattata
dalla società privata
del comune sentimento
di essere liberi e selvaggi,
la piuma
nuotando nell'indifferenza
all'omologata esigenza,
ora
dondola,
ed ancora
dondola,
dondola.
Dondola per dondolare.
Cattura la tua distrazione,
libera la tua attenzione,
ed il tempo corre,
il tempo non dorme,
il tempo non è
e la piuma libera dalle umane catene
accarezza la voce del vento
ascolta il silenzio del tempo.

Marco Barone

Sciopero della fame per Bruno Bellomonte. Scioperiamo per la libertà.

Sciopero della fame. Uno strumento libero e nobile di lotta, a volte abusato a volte dimenticato. Eppure vi sono dei momenti ove l'unico modo per far sentire la propria voce è proprio quello dello sciopero della fame. Privarsi del cibo per qualche giorno nel nome di una causa degna del più elevato sentimento di umanità viva. Tale pratica reale si chiama solidarietà. La vicenda di Bruno Bellomonte è sintomatica di quella repressione di Stato che tende ad accanirsi spesso verso determinate persone, uomini e donne ribelli, con il senso di punire il singolo per educarne cento. Ma nessuna azione di repressione potrà mai educare al senso di quella legalità illegale ed illegittima su cui oggi giorno si fonda buona parte della repressione, anche preventiva, di Stato. Bruno è accusato di banda armata a fini terroristici , è stato arrestato 29 mesi addietro (DUE ANNI E CINQUE MESI) con l'accusa di preparare "qualcosa di grosso" per il G8 de La Maddalena. Bruno è ben conosciuto ne…

Governo in-fame.

Eppur è tutto vero.
Eppur son sincero.
Eppur ancora io spero.
E' nato,
è nato,
è nato.
Il Governo in-fame
di potere,
in-fame
di danaro,
in-fame 
di tal tempo
vivo  ed amaro.
Vaticano
e padroni,
banchieri
e finanzieri,
capitalisti

sistemisti
con i sindacati concertativi
vili e traditori
dei diritti dei lavoratori,
si sazieranno con le risorse di tal Paese,
si disseteranno 
prosciugando la fonte dei diritti sociali,
per poi un giorno,
vicino e lontano
dichiarar il fallimento di tal Paese
non più sano.
Il non popolo addormentato
or sorride la caduta attesa e non disattesa
della dittatura a noi tutti resa
sotto la veste 
di tal democrazia;
ma tra sorrisi e distrazioni,
tra sentimenti confusi
ed animi delusi,
ecco lo schiaffo
di quel Governo 
salutato,
con il bacio del potere Quirinale,
come il salvator della lor Patria.
Tra pianti e rimpianti,
tra risi e sorrisi derisi
dai visi dei ribelli divisi,
da settarismi
futili per la lotta,
utili per tal società sconvolta,
giungerà l'ora
dell'evasione
da tal incredibile mediatica pr…

La porta della libertà

Ho visto una porta.
Ferma ed immobile,
sospesa ed incastrata
tra le mure dell'incuria umana,
nella perdurante omologata informazione
priva di ogni ragione  d'essere libera ed incondizionata.
Quella porta è ferma.
Quella porta è incatenata.
Quella porta è sempre là.
Una catena.
La voce della ribellione
è la tenaglia
che romperà le catene
della prigionia 
di tal ignobile agonia.
Imprigionata nella prigione
del potere che pretende di ammaliare
la ragione,
per governar la nave del sistema
per le tempestose acque
di una società giunta
al bivio dell'esistenza.
O ribellione,
o prigione.
A noi la scelta.
E la porta ferma ed immobile
è sempre là.
La guarderai,
la sfiorerai,
la libererai.

Marco Barone

Terza Repubblica.

Io non festeggio,
tu festeggi,
egli festeggia,
noi non festeggiamo
voi festeggiate
e loro ci faranno le feste...e che feste!
Eppure ho visto festeggiare.
E' caduta la Seconda Repubblica.
Non la piango.
E' iniziata la Terza Repubblica.
Non la festeggio.
La Repubblica capitalista,
ove governi sovrani per il potere occulto,
opprimenti la Sovranità non più Popolare,
saranno solo
nella solitudine primaria
del potere di Stato,
esecutori del volere del sistema vivente
e non morente.
Eppure ho visto esultare,
eppure ho ascoltato urla e grida di gioia
per il golpe economico
scritto dal potere diabolico capitale
attuato con la complicità
del pastore Quirinale.
La Costituzione
è divenuta
carta
priva di ogni cognizione d'essere
sostanza dei principi fondanti la democrazia
essenza dei diritti basilari per la poliscrazia.
Malvenuti nella Terza Repubblica.

Marco Barone



Sacco d'Italia

Correva l'anno 2011,
dopo un lungo assedio
ecco l'epicedio
in tal silenzio collettivo.
Cadde la politica,
cadde il sistema sociale,
cadde la lor democrazia,
cadde la dignità della sovranità popolare.
Una lunga marcia,
partiron da Parigi,
si allearono con le truppe di Berlino,
i generali impartivan i loro ordini
dall''Eurotorre, a Francoforte sul Meno,
e con abile strategia,
nella economia della follia di tal sistema,
nel borsa della scommessa,
in tal sali e scendi senza tregua,
un popolo smarrito nella voce dell'individualismo,
ancor dipendente dalla droga elargita
dal buon pastore,
privo di ogni capacità di reale indignAzione,
chinò la testa
all'esercito della finanza
alleato con le truppe del sistema della grande banca.
Cadde la politica,
cadde la difesa sociale,
cadde ogni democrazia,
cadde la libertà
nel nome della sistemica austerità,
per annientare la tutela del bene comune,
per annientare l'equa distribuzione delle ricchezze,
per annientare ogni pri…

Sol di mezzanotte

Nel sol di mezzanotte,
ho visto il batter d'ali
di sorridenti Arpie,
rapire la sovranità comune e popolare,
ma ho ascoltato
le urla delle Furie
nella tramontata fuga per la libertà.
Sol di mezzanotte
nella lirica
ribelle,
travolto
dall'animo rassegnato,
sepolto
dal tempo omologato,
infuriato,
nel resistente
e
battente
sentimento ritrovato.
Alba e tramonto
confuse
nel caos ordinato
dal potere;
nell'infinità di tal speranze
amare e profuse
nell'attesa del quando
indefinito,
nell'ora
divenuta
necessità
vitale
ed epocale.

Marco Barone



Un pò di Po

Ho visto,
ma non ho osservato,
ho sentito,
ma non ho ascoltato,
ho parlato
ma non ho detto,
in tal momento dolente 
e maledetto
nel senza più tempo divenire,
che un po’ di Po
ricorda all'esser umano
semplicemente
ed anche in modo duramente
deprimente
che siamo solo esseri 
privi di ogni essere.
Ed allora
quando vedrai, 
osserverai,
quando sentirai,
ascolterai,
quando parlerai dirai,
quando sarai,
vivrai un
po’ di
nel dì,
Po.


Marco Barone

Maggioranza minoritaria. Andate a...

Maggioranza politica, maggioranza parlamentare, maggioranza rappresentativa, maggioranza sistemica, ma maggioranza minoritaria. Punto.
Questo è il tempo della reale
sovranità popolare,
che ribalta
il calice sacrificale del potere capitale nel laico nome del ribelle osare.
Anche lei, il simbolo del come funziona tal sistema, la Gabriella Carlucci, ex soubrette di casa Berlusconi, lascia la nave che affonda, per approdare sulla barca del terzo potere.
Fin che la barca va, lasciala andare,
fin che la barca va, ti continuo a leccare,
fin che la barca va, la  pancia continuo a saziare,
ma quando la barca sta per affondare,
un, due  e tre ed io salto  per non naufragare.

Lo chiamano terzo polo. Ma in verità, è solamente una deprimente rappresentazione scenica e teatrale, e di pessimo gusto, di come la politica di palazzo non abbia capito un mero emerito azzo del reale stato delle cose. Non son più rose. La pazienza è defunta nel vortice della collettiva spazienza. Nessun Pd, o Pdl, o quals…

Da Rotta della Cucca a Genova, alla ricerca del colpevole.

Dal lontano 17 ottobre del 589 al 4 novembre 2011,
l'Italia è stata devastata da
eventi naturali
nell'innaturale devastazione ambientale.

Ora
violento nubifragio,
ora
esondazione/piena dei fiumi,
ora
piogge alluvionali e dissesto idrogeologico,
ora
cedimento dell'argine a causa di una piena,
ora
piogge torrenziali e tifone.

Per non parlar dei terremoti.
Secoli di devastazioni.
Secoli di lacrime.
Secoli di lutti.
Secoli di esasperazione.
Eppure si continua nell'andar contro.
Contro la natura.
Nel non rispettare l'ambiente.
Tutti alla ricerca del colpevole.
Momenti di sfogo, di rabbia, di dolore.
Il vero colpevole è l'essere umano.
Siamo tutti responsabili.
Siamo tutti colpevoli.
Attendendo il prossimo evento naturale
nell'innaturale devastazione ambientale,
piangendo vittime dell'incuria umana,
vittime sacrificali nel nome
del progresso regresso,
urleremo ancora,
piangeremo ancora,
ancorando la nostra rabbia
nel senso della frenesia quotidiana.
Eve…

Sbadatumpete

Sbadatumpete.
Attimo indefinito,
libero nel senso del non perchè,
imprigionato nella libertà del perchè.
Sbadatumpete,
ahimè che rotta,
sbadatumpete
e la piazza è in rivolta,
sbadatumpete
evviva la lotta,
e la natura è in rivolta,
sbadatumpete,
ora 
senza ora
frantumo,
nel proletario profumo
il vaso di Pandora.

Marco Barone

Ettore Monteleone, ribelle senza patria: Bunga Bungasi

La città è deserta. Tutti al mare. Tutti a rincorrere le vie delle speranze non più amare.
Ettore era  arrivato in via Cavana. La chiesa sconsacrata, abbandonata, era  a pochi metri dal centro di Trieste, ora dormiente o vacanziero.
Son vacanziero, seguo il mio pensiero, sorrido e non mi dispero, dunque tra insalate surgelate e patate scongelate, tra caffè bolliti e sogni di rivolta mai assopiti, corre per via Cavana la ribelle carovana condotta dall'indignazione dotta e l'incazzatura in rivolta. Vuote le strade di Trieste, colme le case imprigionanti le vacanze attese, ma in tal momento via Cavana è solo per me. Dissacrare ciò che è sconsacrato, mentre fischia il vento nella proletaria bufera.
" Eccola ma da dove si entra?" Ettore individuò un passaggio laterale alla chiesetta . Un segnale mobile, ma immobile nel tempo del degrado urbano, avvisava del rischio pericolo caduta intonaci. Superato il breve ostacolo individuò quella che poteva essere la porta d'ing…

Poesia riflessa

La poesia 
è la voce dell'eco dell'ignoto
or divenuto noto;
è la voce del silenzio
or divenuta sinfonia 
nell'organica melodia
dell'umana follia;
è quell'impeto passionale
che muta il sentimento 
in emozione.
La poesia è l'attimo coltivato
nella terra arida della frenesia quotidiana,
è l'induzione 
alla semplice ma
immensamente
dannata
riflessione.
Rifletto la riflessione
nella passione
riflessa in tal
destino reale
opposto alla ratio capitale,
la poesia è
semplicemente
profondamente 
amorevolmente
perdutamente
ribellione.

Marco Barone

Lettera aperta al movimento #occupy di Trieste

Siamo in pieno autunno. Pochi chilometri dividono i colori variegati ma vivi del selvaggio Carso, dai colori ordinari della città. Pochi chilometri che dividono una natura ancora protetta dalle contaminazioni umane, dal caos di tale società. Pochi chilometri. Ed eccoti in Piazza dell'Unità. Quelle che ora scriverò, saranno poche battute, poche righe volte a sollevare una riflessione. Non pretendo d'insegnare e non voglio insegnar nulla a nessuno ma specialmente non ho alcuna intenzione di, come dire, indirizzare le scelte del movimento. Si tratta di una libera riflessione che , mi auguro laicamente, venga accolta con la giusta dose di critica. Parlavo in precedenza dei chilometri. Chilometri che dividono il Carso dalla Città. Questi chilometri li ho visti anche all'interno del movimento. In molti interventi, ho sentito dire molte volte voi... Interventi effettuati da persone non attive in tal fermento ribelle. Ma spesso di passaggio. Ebbene questo voi deve divenire noi. N…