Passa ai contenuti principali

LIBERA INFORMAZIONE / UnoNotizie.it vittima di un attacco informatico di nuovo on line dopo l'automatica censura di Google.

Un fatto grave è accaduto a UnoNotizie.it, ai danni del nostro giornale on line, tra i più visitati d'Italia.
Un messaggio, firmato da Google, appariva ogni qual volta si tentava di accedere a UnoNotizie.it tramite il motore di ricerca Google, e questo senza alcun preavviso giunto al nostro giornale.
Per questo grave episodio perpetrato contro la libertà d'informazione chiediamo la solidarietà dei nostri lettori e l'intervento istituzionale di quanti ci leggono al di là dei loro schieramenti politici.
Perchè la volontà di fare libera informazione è stato l'elemento fondamentale della nascita di UnoNotizie.it.

Sottolineiamo anche che sarebbe stato più corretto avvertire innanzi tutto, ed immediatamente, i responsabili del sito che si intende "censurare". Infatti non esiste alcun tipo di problema come anche evidenziato da tutti i controlli effettuati.
Oltre ad essere stati danneggiati da un attacco informatico, siamo diventati anche vittime dei provvedimenti di censura presi in automatico da Google su segnalazione del suo partner StopBadware.org.
Alla nostra redazione non è mai giunta alcuna comunicazione in merito e ci siamo accorti dell'azione di Google solo dopo essere stati censurati.

La vicenda è stata denunciata presso la sez. di Polizia Postale delle Telecomunicazioni, Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno. Per cui attendiamo celeri sviluppi che facciano piena luce su quanto accaduto affinchè non si verifichino più situazioni analoghe nel panorama dell'informazione on line in Italia, soprattutto, lo ribadiamo, senza nessun tipo di preavviso.

Ecco il messaggio che appariva a chi voleva collegarsi ad UnoNotizie.it utilizzando il motore di ricerca Google.

Avviso- se visiti questo sito il tuo computer potrebbe subire danni!
Suggerimenti:
Torna alla pagina precedente e scegli un altro risultato.
Esegui un'altra ricerca per trovare le informazioni desiderate.
Oppure apri la pagina a tuo rischio e pericolo. Per informazioni dettagliate sui problemi rilevati, consulta la pagina diagnostica Navigazione sicura di Google relativa a questo sito.
Per ulteriori informazioni su come proteggersi dai pericolosi software online, consulta la pagina StopBadware.org.

Ora tutto funziona regorlamente. UnoNotizie.it è correttamente on line. Ringraziamo tutti voi che ci avete comunicato solidarietà. In questa brutta vicenda abbiamo capito ancor di più l'importanza che riveste UnoNotizie soprattutto per i tanti cittadini che non hanno voce: noi continueremo a dargliela. Grazie anche ai numerosi messaggi ed alle tante telefonate di colleghi giornalisti che ci sono stati vicini. Un grazie anche a quanti, a livello istituzionale, e con senso dello stato, si stanno occupando di questa vicenda.
Chi avesse subito analoghe situazioni puù segnalarle alla nostra e-mail segnala@unonotizie.it

- La redazione di UnoNotizie.it -

Commenti

Post popolari in questo blog

E' necessario il (prodotto) made in Friuli Venezia Giulia prima di essere annientati dalla "globalizzazione"

Il made in Italy è diventato uno slogan che non dice più niente. Diventato più funzionale a quella retorica che ha fatto il male dell'Italia che alla tutela dell'Italia. Dall'arte, alla cucina, dall'agricoltura, alla moda e si potrebbe continuare. Nell'Italia di oggi si rimpiange ciò che non è più italiano. Hanno distrutto le campagne, hanno distrutto le coltivazioni storiche, è stato mescolato tutto, per arrivare all'assurdità di cortocircuiti propri di una società totalmente sballata. La globalizzazione nell'economia ha comportato il saccheggio dell'Italia, l'appropriazione indebita di ciò che ha reso unico il nostro Paese nel mondo per perderci nella nullità dell'essere più niente e nessuno.

Siamo bravi a decantare od osannare bellezze e miti e leggende che attraversano la storia di ciò che è arrivato, nel bene o nel male a determinare l'Italia. Un Paese fittiziamente unito, che deve la sua vera forza ai regionalismi, localismi, che non so…

Dopo Macerata si continua a sparare. Guai a ridimensionare o normalizzare

Questa è una storia che non parte da lontano, per dovere di sintesi sarò breve e conciso. Da questa estate in Italia si è iniziato a scoprire il problema del fascismo. Fino a quel momento, soprattutto da chi oggi si professa dall'alto della suo essere grado istituzionale antifascista, era ignorato se non avvallato. Si è denunciato il rischio di fascismo passando dalle vicende ridicole della spiaggia fascista di Chioggia, agli adesivi di Anna Frank, alle bottiglie o calendari con la foto di Mussolini o Hitler. Quando per anni ed anni in questo Paese si è realizzata una vera connivenza con le peggiori istanze, legittimandole, democratizzandole e favorendone la diffusione. Perchè, si è detto, la democrazia vale per tutti, anche per chi sputa veleno sociale.
Il guaio è che è stato pompato all'ennesima potenza un problema che c'era ma non era così forte, impattante. La propaganda che doveva portare a vedere in alcune soggettività una sorta di salvezza messianica in materia di…

Si è entrati nel terzo anno della ricerca della verità per Giulio Regeni, con la politica persa nel silenzio di comodo

"Non è possibile normalizzare i rapporti con uno stato che tortura, uccide e nasconde oltraggiosamente la verità, se non a scapito della credibilità politica del nostro Paese e di chi lo rappresenta". Queste sono le parole della famiglia di Giulio.
Una tempesta sotto forma di parole. Parole dure, ma figlie di quella rabbia comprensibile di chi altro non ha potuto fare che constatare l'effettiva resa dell'Italia all'Egitto criminale, dove si continua a morire, a sparire, ad essere torturati, come è successo a Giulio.  Si dovrebbe dare un vero e proprio ultimatum all'Egitto, pretendendo quelle piccole cose, elementi fondamentali, per chiudere il cerchio. Ma l'Egitto ha preso in giro l'Italia e Giulio e la sua famiglia da sempre, depistaggi, menzogne, calunnie, infamie. La politica italiana si è persa in un silenzio di comodo, quel silenzio che ha caratterizzato, salvo qualche formula di rito, anche le massime Istituzioni. E questo silenzio fa male e …