Passa ai contenuti principali

Brasile, indios Kayapò protestano contro nuova diga in Amazzonia

Il progetto devierebbe il corso del fiume Xingu distruggendone l’ecosistema

Inizia oggi la settimana di protesta degli indiani Kayapò contro la costruzione della diga sul fiume Xingu, in Amazzonia. Saranno almeno duecento gli indios coinvolti nelle manifestazioni contro il governo brasiliano, accusato di non aver discusso il progetto con la comunità indigena di Piaraçu. La diga devierà l'80 percento delle acque del fiume, con devastanti effetti su fauna e flora di almeno 100 chilometri delle rive abitate dai Kayapò.
L'associazione Survival International ha inoltrato formali proteste al governo, che ha inviato sul posto rappresentanti dei ministeri coinvolti nell'operazione. Ma ad aumentare la tensione ha pensato il ministro alle miniere e all'energia, Edison Lobão, secondo il quale "forze demoniache" sono all'opera per bloccare il progresso del Brasile. "Parole abiette e offensive nei confronti nostri e di tutti coloro che difendono la natura" ha risposto il leader dei Kayapò, Megaron Txucarramae.
La battaglia degli indios inizia nel 1989, anno in cui riescono a fermare un primo progetto di diga sullo Xingu. Vent'anni dopo chiedono al presidente Lula "che vengano condotti studi adeguati e venga aperto un dialogo con i popoli indigeni. Vogliamo partecipare a questo processo senza essere considerati demoni impegnati ad impedire il progresso della nazione".

peacereporter

Commenti

Post popolari in questo blog

E' necessario il (prodotto) made in Friuli Venezia Giulia prima di essere annientati dalla "globalizzazione"

Il made in Italy è diventato uno slogan che non dice più niente. Diventato più funzionale a quella retorica che ha fatto il male dell'Italia che alla tutela dell'Italia. Dall'arte, alla cucina, dall'agricoltura, alla moda e si potrebbe continuare. Nell'Italia di oggi si rimpiange ciò che non è più italiano. Hanno distrutto le campagne, hanno distrutto le coltivazioni storiche, è stato mescolato tutto, per arrivare all'assurdità di cortocircuiti propri di una società totalmente sballata. La globalizzazione nell'economia ha comportato il saccheggio dell'Italia, l'appropriazione indebita di ciò che ha reso unico il nostro Paese nel mondo per perderci nella nullità dell'essere più niente e nessuno.

Siamo bravi a decantare od osannare bellezze e miti e leggende che attraversano la storia di ciò che è arrivato, nel bene o nel male a determinare l'Italia. Un Paese fittiziamente unito, che deve la sua vera forza ai regionalismi, localismi, che non so…

Dopo Macerata si continua a sparare. Guai a ridimensionare o normalizzare

Questa è una storia che non parte da lontano, per dovere di sintesi sarò breve e conciso. Da questa estate in Italia si è iniziato a scoprire il problema del fascismo. Fino a quel momento, soprattutto da chi oggi si professa dall'alto della suo essere grado istituzionale antifascista, era ignorato se non avvallato. Si è denunciato il rischio di fascismo passando dalle vicende ridicole della spiaggia fascista di Chioggia, agli adesivi di Anna Frank, alle bottiglie o calendari con la foto di Mussolini o Hitler. Quando per anni ed anni in questo Paese si è realizzata una vera connivenza con le peggiori istanze, legittimandole, democratizzandole e favorendone la diffusione. Perchè, si è detto, la democrazia vale per tutti, anche per chi sputa veleno sociale.
Il guaio è che è stato pompato all'ennesima potenza un problema che c'era ma non era così forte, impattante. La propaganda che doveva portare a vedere in alcune soggettività una sorta di salvezza messianica in materia di…

In Italia dicono di ritrovarsi nei "valori"dell'antifascismo, ma hanno "normalizzato"i rapporti con l'Egitto criminale

L'Italia "istituzionale" si è arresa all'Egitto criminale, con il quale i rapporti, continuano come se niente fosse accaduto. I 5 miliardi hanno fatto gola, hanno fatto gola al capitale italiano, al sistema politico italiano, diventato complice con l'Egitto dove avvocati, giornalisti, attivisti, e sospettati di aspirare alla democrazia, alla realizzazione dei diritti umani, spariscono, vengono catturati, sequestrati, torturati, uccisi. Come è successo a Giulio in quel maledetto 25 gennaio del 2016, il cui corpo verrà ritrovato il 3 febbraio. Abbandonato. Ma Giulio non è mai stato abbandonato per un solo secondo dalla sua famiglia, dalla comunità planetaria che si è stretta intorno alla sua famiglia, comprendendo il senso dell'atrocità che si è realizzata nella terra nota per le sue piramidi e da quel giorno, anche per le violazioni dei diritti umani, in pieno stile nazifascista. Molti nell'Italia repubblicana che hanno ruoli politici e di rappresentanza …