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Quanti miliardi di lire e milioni di euro sono andati a Trieste con il Fondo Trieste? Quanto è costata Trieste all'Italia?

Quando si parla di assistenzialismo si pensa al Sud Italia, con la nota questione, irrisolta, meridionale. Miliardi di euro prima, milioni di euro oggi, stanziati per cercare di risollevare le sorti di un territorio annesso all'Italia ad un caro prezzo, anche economico, oltre che di sangue. L'Italia è lunga, tanti km ed arrivi nel profondo Est, o meglio Nord Est, o Triveneto. Ed ecco Trieste dove l'Italia è arrivata con una passerella nel 1918, conquistata, ad un prezzo elevatissimo, poi persa sotto il nazismo, poi ha attraversato l'amministrazione italo-slovena, il GMA, ed infine l'Italia.  Trieste passerà all'amministrazione italiana il 26 ottobre del 1954 e nell'estate seguente arriverà una leggina fenomenale. Quello che venne definito come un piano di provvidenze tra cui la dotazione di un apposito “Fondo” la cui gestione fu affidata all’allora Commissario Generale del Governo per il territorio di Trieste al quale, con la Legge 27 giugno 1955 n.5…
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Piazza della Transalpina o Piazza Europa/ Trg Evrope?

Due Stati, due nazioni, una piazza, la stessa ma con due nomi diversi. Non c'è più la rete che divide l'Italia dalla Slovenia, il famigerato muro di Gorizia, l'ultimo a cadere dopo quello di Berlino. Ma come deve essere chiamata questa piazza?  Se vai sul sito del Turismo italiano, quello ufficiale, che a Gorizia dedica non più di 8 righe così si legge:  "Prima tappa di un percorso alla scoperta del territorio è Gorizia, “città di confine” e punto di incontro di etnie diverse, che conserva nelle sue eleganti architetture i segni della storia e della lunga dominazione degli Asburgo. Tra il suo ricco e variegato patrimonio artistico spiccano il castello medievale con il suggestivo borgo, il Duomo e iMusei Provinciali che valorizzano tutti gli aspetti della cultura locale, includendo anche il Museo della Grande Guerra. Un valore del tutto simbolico ha la moderna Piazza Europa, spazio urbano comune tra Gorizia e Nova Gorica, segno della coesistenza delle due città e d…

Il mercato che sopravvive al tempo, alla storia

Ogni epoca ha avuto il suo mercato. Dall'antico Egitto, all'Impero Romano, all'antica Grecia. Il mercato è sempre sopravvissuto al tempo, alla storia. E' il luogo dove si intrecciano lingue e culture diverse, dove l'identità locale si mescola e si contamina con quell'essere viandante, ambulante, che attraversa luoghi, strade, piazze, paesi e città. Chi lo avrebbe detto che in questo secolo il mercato sarebbe sopravvissuto? Perchè se da un lato i centri si svuotano sempre di più, e nascono città finte, i centri commerciali assediano le città, i mercati continuano a resistere e non sembrano conoscere crisi. Resistono perchè sono una tradizione secolare che nessun futuro potrà mettere in discussione.


Dalla quantità, alla qualità, variano gli anni e variano le merci che potrai trovare, l'origine. Ma il mercato non è solo questo, dove il lavoro, il sacrificio di chi fa il mercato è enorme.  Il mercato è socializzazione, si incontrano vecchie e nuove generazioni…

A Trieste pochi posti per i bambini sloveni. Cosa prevedeva il Memorandum del '54?

Si è appreso che a Trieste la situazione degli asili nido comunali per i bambini di lingua slovena è drammatica. Non ci sono posti, perchè pochissime le strutture e le famiglie son costrette, spesso, a recarsi in Slovenia. E' stato anche detto che «Il Memorandum di Londra prevede obblighi solo sulle scuole statali. Il Comune invece non ha vincoli(...) che la legge di tutela non parla mai di asili nido". La nota legge a tutela della minoranza linguistica slovena, 38/2001, nelle disposizioni finali prevede testualmente che fermo restando quanto disposto dalla presente legge, rimangono in vigore le misure di tutela comunque adottate in attuazione dello Statuto speciale allegato al Memorandum d'intesa di Londra del 5 ottobre 1954, richiamato dall'articolo 8 del trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica socialista federativa di Jugoslavia. Si specifica che nessuna disposizione della presente legge puo' essere interpretata in modo tale da assicurare un l…

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

Camminando sul Carso dove italiano,sloveno e croato si confondono nell'universalità del silenzio

Carso o Kras. La cui origine del nome si legge in giro dovrebbe essere celtica. Attraversa tre Stati, tre nazioni, Italia, Slovenia e Croazia. E' il vero ponte tra la cultura latina e quella slava, tra l'oriente e l'occidente, tra i Balcani e quell'invenzione geografica che oggi chiamiamo NordEst. Corre lungo il Confine Orientale, un confine caldo, tortuoso, controverso. La storia è stata crudele da queste parti. Crudele soprattutto contro gli slavi, attraverso la cultura slava soggetta ad un processo importante di soppressione della propria vitale identità. Hanno cercato di annichilire le sue radici, ma non ci sono riusciti. Cultura latina e slava, lingue e linguaggi, toponimi e nomi, suffissi e denominazioni, nomi e cognomi e soprannomi. Identità diverse, pluralità identitarie. Il Carso non è né mio, né tuo, né nostro né vostro. E' di nessuno perchè è di tutti. Un luogo che attraversi in silenzio, perdendoti nella meraviglia di quel rosso autunnale del Sommacco …

Nella Gradoaustronostalgia i commercianti dicono no ai richiedenti asilo a rischio l'immagine. Pazzesco

L'immagine è tutto. Niente immagine, niente business. La partita a ping pong si gioca tra Grado e le sue frazioni, con la Prefettura che svolge il ruolo di osservatore, ma prima o poi dovrà fischiare la fine di questa partita ed una decisione andrà presa. Se a Fossalon si è assistito a di tutto e di più, dalla deprimente marcia dei trattori, fumosissima visto che non ci sarà, a pensieri figli di una visione distorta del mondo, come se chi voleva ospitare 18 richiedenti asilo si apprestasse a dare accoglienza a 18 criminali incalliti, a Grado si assiste alla reazione di chi ha voce e peso economico importante. Il mondo del commercio. Sul Piccolo del 15 ottobre si apprende che  «Ormai da qualche settimana - ha spiegato il responsabile locale di Confcommercio, Fumolo - si parla dell'ipotesi di ospitalità ad un gruppo di migranti anche da parte del Comune di Grado e la nostra associazione di categoria esprime preoccupazione per le ripercussioni negative che questa azione potr…